
Si è spento all’età di 89 anni Robert Redford, uno dei giganti del cinema americano e internazionale. Attore, regista e produttore, Redford è morto nella sua casa di Provo, nello Utah, nel sonno. La notizia del decesso è stata confermata da Cindi Berger, Ceo della Rogers & Cowan PMK, al New York Times. Nato a Santa Monica, California, nel 1936, Redford ha incarnato per decenni il volto di un certo cinema americano, capace di unire carisma, impegno e qualità artistica. Da Butch Cassidy and the Sundance Kid a La stangata, passando per I tre giorni del Condor e Tutti gli uomini del presidente, la sua filmografia ha attraversato generi e generazioni, diventando patrimonio culturale condiviso. Nel 1981 vinse l’Oscar alla miglior regia per Ordinary People e nel 2002 l’Academy lo premiò con la statuetta alla carriera, riconoscendo il suo contributo unico alla settima arte. Oltre alla carriera hollywoodiana, Redford ha lasciato un segno indelebile come promotore del cinema indipendente. Nel 1990 fondò, insieme al regista Sydney Pollack, il Sundance Film Festival, che negli anni è diventato la piattaforma di lancio più importante per autori emergenti e nuove tendenze narrative. Non solo attore e regista, ma anche attivista: Redford è stato per decenni un convinto sostenitore delle cause ambientaliste e dei diritti civili, utilizzando la sua popolarità per dare visibilità a temi cruciali per il futuro del pianeta. Robert Redford lascia un vuoto enorme nel mondo del cinema e della cultura. Icona di stile, talento versatile e uomo di principi, resterà per sempre nella memoria collettiva non solo per i ruoli indimenticabili interpretati sullo schermo, ma anche per l’impegno con cui ha contribuito a plasmare il panorama cinematografico contemporaneo.
di Fausto Sacco
Visita di Robert Redford a Positano, in provincia di Salerno, alla Spiaggia di Laurito 3 settembre 2025.