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Airola, incendio nella zona industriale, scatta il monitoraggio dell’Arpac: sotto osservazione diossine e altri inquinanti

In BENEVENTO, CAMPANIA, CRONACA
Agosto 31, 2026
Campionamenti avviati nella direzione della nube di fumo. I tecnici hanno rilevato la presenza prevalente di balle di plastica e carta tra i materiali coinvolti nel rogo. Valutata anche l’installazione di un laboratorio mobile.

È scattato il monitoraggio della qualità dell’aria nella zona industriale di Airola dopo l’incendio che ha interessato oggi un sito di stoccaggio rifiuti. A intervenire è il Dipartimento Arpac di Benevento, che ha avviato una serie di campionamenti per verificare la presenza nell’atmosfera di eventuali sostanze inquinanti sprigionate durante la combustione.  L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania ha posizionato un campionatore ad alto flusso di aria nella direzione della colonna di fumo osservata al momento dell’avvio delle attività. Lo strumento è destinato alla ricerca di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili, sostanze che vengono particolarmente monitorate in occasione di incendi che coinvolgono materiali potenzialmente in grado di produrle durante la combustione. Parallelamente, nell’area circostante il luogo dell’incendio sono stati attivati campionatori passivi per rilevare le concentrazioni atmosferiche di biossido di azoto, biossido di zolfo, acido fluoridrico e ammoniaca.  Al momento dell’avvio dei campionamenti, secondo quanto riferito dall’Arpac, l’incendio appariva ancora in corso. I tecnici intervenuti sul posto hanno inoltre effettuato una prima ricognizione del materiale coinvolto nel rogo, constatando che si tratta prevalentemente di rifiuti plastici e di carta stoccati in balle.  Un elemento che rende particolarmente importante il monitoraggio, considerando la natura dei materiali interessati dalla combustione e la presenza della colonna di fumo nell’area. L’Arpac sta inoltre valutando, sulla base dell’evoluzione dell’incendio, l’invio sul posto di un laboratorio mobile. Si tratta di una strumentazione in grado di effettuare misurazioni con cadenza oraria di diversi inquinanti atmosferici, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene e xileni.  L’obiettivo è quello di raccogliere un quadro il più possibile completo della qualità dell’aria durante e dopo l’emergenza, verificando l’eventuale presenza di sostanze riconducibili alla combustione. Al momento, dunque, non sono ancora disponibili i risultati analitici dei campionamenti relativi a diossine, furani e PCB. Saranno proprio gli esiti delle analisi a consentire di valutare l’eventuale presenza e concentrazione di tali sostanze nell’aria. L’attenzione resta quindi alta nella zona industriale di Airola, mentre proseguono le attività di monitoraggio ambientale e l’evoluzione dell’incendio.

di Fausto Sacco