Nuove Cronache

Appalti della Napoli-Bari, 20 misure cautelari: indagini su corruzione e sfruttamento nei cantieri

Una vasta operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 20 persone, nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli sulle opere infrastrutturali della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari. L’indagine, coordinata dalla Procura guidata da Nicola Gratteri, ha interessato alcuni cantieri nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. Al termine degli interrogatori preventivi, il GIP del Tribunale di Napoli ha disposto dieci arresti domiciliari, oltre a diverse misure di obbligo di dimora, presentazione alla polizia giudiziaria e sospensione da pubblici servizi. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe, secondo l’ipotesi accusatoria, un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio coinvolti nella gestione delle commesse. Le presunte utilità sarebbero state costituite da somme di denaro contante, anche occultate all’interno di confezioni e box natalizi, oltre a orologi, telefoni cellulari, soggiorni e vacanze. Secondo gli investigatori, la disponibilità di denaro destinata alle presunte tangenti sarebbe stata alimentata anche attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Un altro capitolo dell’indagine riguarda il presunto sfruttamento di lavoratori extracomunitari di origine egiziana impiegati nei cantieri. In particolare, nel cantiere di Grottaminarda, in provincia di Avellino, sarebbero stati individuati 34 lavoratori sottoposti, secondo l’accusa, a condizioni di lavoro particolarmente gravose: turni fino a 20 ore, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali, mancato rispetto dei riposi, sistemazioni precarie e presunte violazioni delle norme sulla sicurezza e sui permessi di soggiorno. Il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, del presunto profitto dei reati di corruzione. Le accuse, a vario titolo, comprendono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento. Si tratta, al momento, di contestazioni oggetto di indagine e di provvedimenti cautelari: la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento e, eventualmente, con sentenza definitiva.

di Marco Iandolo

Exit mobile version