
Un confronto destinato ad accendere il dibattito nazionale sul futuro dei lavori pubblici, sulla qualità della progettazione e sulla necessità di una nuova cultura amministrativa capace di coniugare competenze tecniche, responsabilità e risultati concreti. È con queste premesse che il prossimo 28 maggio 2026, nell’Aula Magna dell’Università di Messina, si svolgerà il convegno dal titolo “PROJECT MANAGEMENT e R.U.P. – Buone pratiche di progettazione integrata e di Gestione di progetto”, promosso da MOD Ingegneria con il sostegno di istituzioni, ordini professionali e organizzazioni tecniche del settore. L’evento si annuncia come uno dei più autorevoli appuntamenti divulgativi dedicati al sistema degli appalti pubblici e alla governance delle opere infrastrutturali, in una fase storica nella quale il nuovo Codice dei Contratti continua a sollecitare interpretazioni, adattamenti operativi e profonde riflessioni sul ruolo strategico del Responsabile Unico del Progetto. Al centro dell’attenzione vi sarà l’intervento del Prof. Ing. Giovanni Rizzari, considerato tra i massimi esperti italiani di Project Management applicato alle grandi infrastrutture pubbliche e riconosciuto da molti addetti ai lavori come il “Decano dei R.U.P. italiani”. Rizzari interverrà al convegno con una relazione dal titolo: “Principi di applicazione del Project Management agli appalti pubblici secondo il codice dei contratti: funzioni e limiti operativi del R.U.P.”. NUOVE CRONACHE ha raccolto in anteprima le dichiarazioni programmatiche e motivazionali del docente e project manager, che delineano con chiarezza la portata culturale e operativa dell’incontro di Messina. “Il tema proposto – spiega Rizzari – dirige il focus sull’analisi critica dei principi generali del Project Management così come introdotti e trasfusi ancora timidamente nel nuovo Codice dei Contratti e sui loro effetti per le funzioni del R.U.P., inteso come figura ideale e strategica — secondo gli intenti del legislatore — nel sistema ancora imperfetto degli appalti pubblici”. Una riflessione che parte dalla constatazione di una persistente fragilità del sistema italiano delle opere pubbliche, spesso rallentato da sovrapposizioni normative, carenze organizzative e difficoltà decisionali. In questo scenario, il R.U.P. viene indicato come il perno tecnico-amministrativo attorno al quale costruire un modello moderno di gestione del progetto pubblico. Secondo Rizzari, il concetto stesso di “progetto” deve tornare a essere centrale nella macchina amministrativa: “L’intervento sviluppa sinteticamente le definizioni di ‘progetto’ come base e di ‘risultato’ come obiettivo permanente, inquadrati nell’ambito del ciclo di vita dei contratti e mirati ai R.U.P., anche in base alle esperienze condotte sul campo”. Parole che assumono un peso particolare in una stagione segnata dall’urgenza di spendere bene le risorse pubbliche, accelerare gli investimenti infrastrutturali e garantire trasparenza ed efficienza nella realizzazione delle opere. Attesa la partecipazione di professionisti, dirigenti pubblici, tecnici, amministratori locali, accademici e rappresentanti del mondo delle costruzioni, in un dialogo che punta a superare le tradizionali rigidità burocratiche per aprire una nuova stagione della progettazione integrata. La Sicilia, ancora una volta, si candida dunque a diventare laboratorio di idee e di pratiche operative per il futuro delle infrastrutture italiane. E dal palco dell’Università di Messina potrebbe arrivare un messaggio destinato a far discutere ben oltre i confini regionali: senza una vera cultura del Project Management, il rischio è che il Paese continui a rincorrere opere incompiute, procedure lente e occasioni mancate.
di Giuseppe Di Giacomo