Un nuovo tentativo di introdurre materiale non consentito all’interno della Casa Circondariale di Ariano Irpino sarebbe stato sventato dagli agenti della Polizia Penitenziaria. L’episodio, riferito dalla Uilpa Polizia Penitenziaria, sarebbe avvenuto nella giornata di ieri e avrebbe visto protagonista una donna, compagna di un detenuto ristretto presso l’istituto penitenziario irpino. Secondo quanto comunicato dal sindacato, la donna avrebbe tentato di far arrivare al proprio partner alcune schede SIM, che sarebbero state occultate nel tentativo di superare i controlli. A far scattare l’intervento degli agenti sarebbero stati proprio i controlli effettuati durante il servizio colloqui. L’attenzione e l’esperienza del personale in servizio avrebbero consentito di individuare l’anomalia e di bloccare il tentativo prima che il materiale potesse essere introdotto all’interno della struttura. La Uilpa Polizia Penitenziaria ha espresso il proprio plauso agli uomini e alle donne del Corpo impegnati presso il carcere di Ariano Irpino, sottolineando la professionalità dimostrata dagli agenti del reparto colloqui e la loro capacità di individuare tempestivamente il materiale che, secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, era destinato alla popolazione detenuta. Il fenomeno dell’introduzione di telefoni cellulari e schede SIM negli istituti penitenziari rappresenta da tempo una delle criticità legate alla sicurezza carceraria. Secondo la Uilpa, la disponibilità di questi strumenti all’interno delle strutture non si limiterebbe alla violazione delle disposizioni vigenti, ma potrebbe alimentare circuiti illeciti e favorire i contatti non autorizzati tra detenuti e persone all’esterno. Proprio per questo il sindacato torna a chiedere alle istituzioni e ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria interventi concreti per contrastare il fenomeno, insieme a un potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria. Un appello che, secondo la Uilpa, riguarda non soltanto la sicurezza degli istituti, ma anche le condizioni di lavoro del personale, chiamato quotidianamente a garantire controlli e vigilanza in contesti particolarmente delicati. L’episodio di Ariano Irpino, dunque, riaccende ancora una volta l’attenzione sulla necessità di mantenere elevato il livello di controllo all’interno degli istituti penitenziari e sul ruolo svolto dagli agenti della Polizia Penitenziaria nel prevenire l’ingresso di materiale non consentito.
di Marco Iandolo

