Galeotta fu la visita di Elly Schlein in Irpinia. A poche ore dalla presenza della leader dem ad Avellino, arriva infatti la convocazione dell’assemblea per l’elezione del nuovo presidente e del consiglio direttivo dell’Asi di Avellino, fissata per il 28 e 29 maggio. Una mossa che, negli ambienti politici provinciali, viene già letta come un segnale tutt’altro che neutro. La convocazione porta la firma del presidente uscente Pasquale Pisano, da sempre considerato vicino al consigliere regionale Maurizio Petracca. Tempistiche e modalità dell’iniziativa hanno immediatamente acceso il dibattito politico, soprattutto perché l’appuntamento cade in una fase delicatissima: prima dell’elezione del nuovo presidente della Provincia di Avellino e prima degli eventuali ballottaggi nei comuni di Avellino e Ariano Irpino. Secondo indiscrezioni e retroscena che circolano nei palazzi della politica irpina, l’operazione sarebbe stata interpretata come un vero e proprio “siluro” politico. Nel mirino non ci sarebbe soltanto il centrodestra o Italia Viva, ma anche una parte dello stesso Partito Democratico. Da tempo, infatti, sarebbe esistito un accordo non scritto – ma fino ad oggi rispettato – che prevedeva il rinnovo dei vertici dell’Asi soltanto dopo la conclusione della tornata elettorale amministrativa e provinciale. La scelta di anticipare tutto, dunque, viene letta come una precisa operazione strategica. Sullo sfondo resta il peso politico del presidente della Provincia Rizieri Buonopane, che in vista del voto del 6 giugno avrebbe avuto a disposizione ben cinque deleghe determinanti negli equilibri assembleari. Neutralizzare quel pacchetto di voti, secondo i beninformati, sarebbe stato uno degli obiettivi reali dell’accelerazione impressa sull’Asi. Ma c’è anche un’altra lettura politica che nelle ultime ore starebbe prendendo corpo. L’accelerazione impressa sull’Asi potrebbe infatti rappresentare una strategia studiata da Maurizio Petracca per blindare la candidatura di Nicola Giordano alla presidenza del Consorzio Asi prima dell’esito definitivo delle amministrative di Avellino. Secondo questa interpretazione, Petracca avrebbe interesse a garantire a Giordano un ruolo di primo piano prima di un eventuale ballottaggio dall’esito incerto nel capoluogo. In caso di sconfitta del centrosinistra, infatti, verrebbe meno anche la possibilità per Giordano di approdare in giunta comunale come assessore, scenario che fino a poche settimane fa veniva considerato tra le ipotesi più accreditate negli ambienti dem. Da qui la necessità di assicurargli una collocazione politica e istituzionale di peso attraverso la guida dell’Asi. Uno schema che rafforzerebbe ulteriormente la tesi di una manovra tutta interna al Pd irpino, giocata contemporaneamente sul piano amministrativo e su quello degli equilibri di corrente. Per questo la convocazione dell’assemblea viene osservata con attenzione non solo dagli alleati e dagli avversari del centrosinistra, ma anche dalle diverse anime democratiche, impegnate in una delicata partita di sopravvivenza politica. Ed è qui che si apre il vero interrogativo politico. Nel Partito Democratico irpino è davvero scoppiata la pace tra Petracca e Buonopane? Le tensioni che negli ultimi mesi avevano segnato i rapporti tra le diverse anime dem sarebbero improvvisamente rientrate? E soprattutto: la presenza di Elly Schlein ad Avellino è stata l’occasione per sancire una tregua politica tra i due principali riferimenti del Pd irpino? C’è chi parla già di una “pace del lupo”, costruita più per convenienza elettorale che per reale sintonia politica. Una tregua necessaria per evitare ulteriori fratture in una fase in cui il centrosinistra irpino si gioca partite decisive sia nei comuni più importanti sia nell’ente Provincia. Altri, invece, invitano alla prudenza, sottolineando come le dinamiche interne al Pd avellinese siano da sempre caratterizzate da equilibri mobili e alleanze spesso temporanee. Di certo, la convocazione dell’assemblea Asi ha rotto un equilibrio che appariva consolidato e ha rimesso al centro della scena il risiko interno ai democratici. Chi vivrà vedrà. Per ora restano i fatti, le coincidenze temporali e un dubbio che serpeggia con insistenza nei corridoi della politica irpina. E, come spesso accade, quando il dubbio è politico il pensiero diventa inevitabilmente cattivo.
di Marco Iandolo
