L’Irpinia torna al centro del confronto politico del Partito Democratico. Due giornate di incontri, amministratori, esponenti delle istituzioni, rappresentanti del mondo produttivo e sindacale e protagonisti del centrosinistra si ritrovano a Villa Amendola per la Festa de L’Unità provinciale di Avellino, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre. Un appuntamento che il Pd provinciale, guidato dal segretario Marco Santo Alaia, propone non soltanto come momento di confronto interno, ma come occasione per discutere del futuro delle aree interne, dello sviluppo economico, del lavoro e del ruolo degli enti locali. Sullo sfondo c’è la necessità di costruire una nuova strategia per l’Irpinia e, parallelamente, di definire un campo politico progressista capace di proporsi come alternativa. La due giorni si apre sabato mattina con la partecipazione di Marta Bonafoni, coordinatrice della Segreteria nazionale del Pd, insieme al segretario provinciale Alaia, alla presidente provinciale dem Carmen Pellino e al sindaco di Avellino Nello Pizza. Un avvio che punta a collegare la dimensione locale con quella nazionale del partito. Il primo tema ad essere affrontato sarà quello del Pd dei territori, con amministratori e dirigenti chiamati a discutere di partecipazione, comunità e capacità di governo. Un confronto che assume particolare rilievo in una provincia caratterizzata da una forte frammentazione territoriale e dalle difficoltà strutturali delle aree interne. Proprio alle aree interne sarà dedicato uno degli appuntamenti politici più attesi della prima giornata. Alle 12, nel confronto dal titolo “Il mare bagna l’Irpinia? La Campania delle aree interne”, interverrà da remoto Roberto Fico, presidente della Regione Campania. Il tema è quello del rapporto tra la programmazione regionale e i territori, con l’obiettivo dichiarato di superare la contrapposizione tra aree costiere e zone interne e costruire una visione più equilibrata dello sviluppo regionale. Al centro della discussione anche la valorizzazione delle eccellenze irpine, dalla cultura all’agricoltura, dal vino al turismo. Un patrimonio che il Pd intende inserire in una strategia di crescita capace di trasformare identità e specificità territoriali in opportunità economiche. Nel pomeriggio il dibattito si sposta sulla città di Avellino. “Avellino, la città che vogliamo” sarà l’occasione per fare il punto sulle politiche per il centro, i quartieri e le comunità, con consiglieri comunali e amministratori del Partito Democratico. Ma il passaggio politicamente più significativo della giornata potrebbe essere quello dedicato al “laboratorio Avellino”. Alle 17 rappresentanti di Pd, Noi di Centro, Psi, Verdi, Sinistra Italiana, Italia Viva e Movimento 5 Stelle si confronteranno sul tema della coalizione e del governo della città. Un tavolo che mette insieme forze diverse e che inevitabilmente guarda anche agli equilibri futuri del centrosinistra avellinese. A chiudere il confronto sarà il sindaco Nello Pizza, mentre tra gli interventi figurano quelli di Rosa D’Amelio, Raffaele Cipriano, Giuseppe Vetrano, Luigi Tuccia, Roberto Montefusco, Beniamino Palmieri, Maura Sarno e dello stesso Marco Santo Alaia. La Festa proseguirà con un focus sulla dimensione europea delle aree interne e con un confronto dedicato a lavoro, competitività e nuove strategie di sviluppo. A confrontarsi saranno rappresentanti delle organizzazioni sindacali, del mondo imprenditoriale e delle istituzioni regionali. In chiusura è previsto l’intervento del vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo.
Domenica il confronto sull’alternativa
La seconda giornata avrà al centro i temi dei diritti e delle politiche per le donne, ma sarà soprattutto l’appuntamento conclusivo a dare alla Festa una precisa connotazione politica. Alle 11.30, infatti, il Pd affronterà il tema “È il tempo dell’alternativa”. Al tavolo siederanno il capogruppo dem in Consiglio regionale Maurizio Petracca, i deputati Stefano Graziano, Toni Ricciardi e Simona Bonafè e il segretario regionale del Pd Campania Piero De Luca. Un confronto che arriva in una fase nella quale il centrosinistra è chiamato a consolidare il proprio profilo politico e a costruire una proposta alternativa al centrodestra. Il titolo scelto per l’appuntamento non lascia spazio a interpretazioni: l’obiettivo del Pd è ragionare sulle condizioni politiche necessarie per trasformare il confronto tra le diverse forze progressiste in un progetto di governo. A coordinare il dibattito sarà Angelo Agrippa, caporedattore del Corriere del Mezzogiorno. La Festa de L’Unità di Avellino si presenta dunque come un appuntamento che prova a tenere insieme due dimensioni: da una parte i problemi concreti di una provincia alle prese con spopolamento, sviluppo e lavoro; dall’altra la costruzione di una prospettiva politica più ampia, che coinvolge Avellino, la Campania e il centrosinistra. Per il Pd irpino, insomma, non sarà soltanto una due giorni di dibattiti. Sarà anche un’occasione per misurare alleanze, posizionamenti e capacità di costruire una proposta politica condivisa in vista delle sfide future.
di Marco Iandolo
