Doveva essere una “pizza buona per tutte le stagioni“. E invece la costruzione della nuova Giunta comunale di Avellino si sta rivelando un percorso tutt’altro che semplice per il neo sindaco Nello Pizza. A distanza di giorni dalla vittoria elettorale, il centrosinistra continua infatti a confrontarsi con il difficile equilibrio tra le diverse anime della coalizione che ha sostenuto il candidato sindaco. Un mosaico politico complesso, nel quale ogni forza rivendica il proprio spazio e la legittima ambizione di partecipare al governo della città attraverso la presenza in Giunta. Per Nello Pizza, stimato avvocato penalista e figura di indubbio profilo professionale, il passaggio dalla competizione elettorale alla gestione degli equilibri politici si sta dimostrando particolarmente impegnativo. La mediazione tra partiti, liste civiche, gruppi consiliari e correnti interne rappresenta una prova delicata anche per chi è abituato quotidianamente al confronto e alla composizione dei conflitti. Il paragone con quanto avvenuto a Salerno appare inevitabile. Qui il sindaco Vincenzo De Luca, forte dell’autorevolezza politica costruita all’ombra del governo regionale, è riuscito a definire la squadra di governo in pochi giorni. Ad Avellino, invece, la trattativa procede con maggiore lentezza e sotto l’attenta regia dei principali riferimenti politici del territorio. Dietro le quinte, infatti, il tradizionale “Manuale Cencelli” sembra essere tornato di stretta attualità. I veri kingmaker della fase post-elettorale vengono individuati soprattutto nei consiglieri regionali Maurizio Petracca ed Enzo Alaia, chiamati a garantire equilibrio tra le varie componenti che hanno contribuito alla vittoria del centrosinistra. Accanto ai due esponenti regionali, pesano anche le posizioni dei dirigenti e dei riferimenti storici dei partiti. Tra questi vengono indicati l’ex parlamentare Giancarlo Giordano e l’ex senatore Pasquale Giuditta, protagonisti di una fase politica nella quale non mancano aspirazioni personali e richieste di rappresentanza. La composizione della Giunta rischia così di trasformarsi in un esercizio di equilibrismo permanente. Ogni nomina produce inevitabilmente esclusioni e scontenti. Sul tavolo ci sono i sacrifici richiesti ad alcuni assessori esterni, le aspettative di associazioni civiche, i suggerimenti provenienti dal mondo professionale e culturale cittadino, oltre alle rivendicazioni dei gruppi che hanno contribuito al successo elettorale. Il confronto resta aperto e la trattativa appare ancora lontana dalla conclusione definitiva. Per il momento il sindaco continua a lavorare alla ricerca di una sintesi che possa garantire rappresentanza politica e stabilità amministrativa. Ma il tempo stringe. Perché se la partita degli assessorati dovesse protrarsi troppo a lungo, il rischio è che il rapporto dialettico tra le diverse anime del campo largo possa trasformarsi rapidamente in un terreno di scontro. E c’è già chi guarda al primo Consiglio comunale come al primo vero banco di prova della nuova maggioranza. La vittoria elettorale ha consegnato al centrosinistra il governo della città. La costruzione della governabilità, però, è una sfida che deve ancora essere vinta.
di Marco Iandolo
