Nel corso del confronto tra candidati organizzato da Confesercenti Avellino, la candidata sindaco Laura Nargi è intervenuta delineando alcune delle sue proposte programmatiche su due temi centrali per la città: il futuro del mercato bisettimanale e la rigenerazione dell’area ex Isochimica. Sul fronte del commercio ambulante, Nargi ha ribadito la volontà di riportare il mercato bisettimanale nella sua collocazione originaria (Piazzale degli Irpini), sottolineando il ruolo storico degli operatori del settore nell’economia locale. Secondo la candidata, gli ambulanti rappresentano infatti “un motore fondamentale per il tessuto economico avellinese” e meritano una valorizzazione strutturale all’interno delle politiche urbane. In quest’ottica, è stata avanzata anche l’ipotesi di una maggiore integrazione del mercato con il centro città, attraverso una possibile delocalizzazione settimanale in alcune aree centrali, sul modello già adottato in diverse grandi città italiane. Un’idea che, nelle intenzioni, punta a rafforzare il legame tra commercio ambulante, flussi urbani e vivibilità degli spazi pubblici. Un secondo passaggio significativo dell’intervento riguarda il destino dell’area ex Isochimica, uno dei siti più delicati del territorio avellinese per storia e prospettive di riqualificazione. La proposta illustrata prevede la trasformazione dello spazio in un polo dedicato alla formazione dei giovani, alla cultura e all’innovazione, con un modello ispirato a esperienze di rigenerazione urbana già consolidate. Tra i riferimenti citati figura la Fabbrica del Vapore, esempio di riconversione di un’area industriale in hub creativo e formativo che integra attività culturali, spazi per eventi e percorsi educativi. L’obiettivo, nelle intenzioni della candidata, è quello di replicare un modello simile anche ad Avellino, creando nuove opportunità di aggregazione e sviluppo per le giovani generazioni. Il dibattito si inserisce nel più ampio confronto sul futuro della città di Avellino, dove temi come la rigenerazione urbana, il sostegno alle attività economiche tradizionali e la valorizzazione delle aree dismesse restano al centro dell’agenda politica.
di Marco Iandolo
