Il vecchio adagio secondo cui “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” sembra descrivere bene la fase che sta attraversando il centrosinistra irpino all’indomani delle elezioni comunali di Avellino. La vittoria di Nello Pizza ha consentito al campo largo di riconquistare Palazzo di Città, ma la costruzione della nuova amministrazione si sta rivelando molto più complessa del previsto. Per vincere è stato necessario mettere insieme anime, gruppi politici, amministratori e riferimenti territoriali diversi; ora, però, arriva il momento delle scelte e delle inevitabili esclusioni. Quando la coperta è corta, qualcuno resta scoperto. E tra i casi più emblematici c’è quello dell’ex parlamentare Pasquale Giuditta, rimasto fuori dal governo cittadino e, almeno per il momento, ai margini delle dinamiche decisionali del nuovo centrosinistra avellinese. Secondo molti osservatori politici, a pesare sarebbero soprattutto gli equilibri interni al campo largo e il ruolo sempre più determinante dei consiglieri regionali Maurizio Petracca ed Enzo Alaia, poco inclini a concedere ulteriore spazio a un protagonista politico che negli ultimi anni ha mostrato una notevole capacità di costruire consenso e relazioni. Giuditta, infatti, ha dimostrato di possedere ancora una significativa capacità di mobilitazione elettorale, contribuendo all’elezione di un consigliere comunale ad Avellino e di un consigliere provinciale. Meno fortunata, invece, l’esperienza di Ariano Irpino, dove il marito dell’assessore regionale Mariacarmela Serluca non è riuscito a conquistare un seggio nonostante l’impegno profuso nella costruzione della lista. Proprio per questo, l’ex parlamentare potrebbe ora rivendicare un ruolo più incisivo all’interno della coalizione, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche. L’ipotesi di un collegio Avellino-Benevento renderebbe infatti strategico il suo rapporto con il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, da sempre interlocutore privilegiato dell’area centrista. Ma quello di Giuditta non è l’unico malumore che emerge nelle ore successive alla formazione della giunta. A restare fuori dal Consiglio comunale è anche Giuseppe Aurigemma, storico riferimento di Borgo Ferrovia, molto attivo nelle iniziative sociali e nelle battaglie per il quartiere. Le sue aspettative di ingresso in Aula sono state di fatto congelate dalla scelta di nominare assessore esterno l’ex parlamentare Giancarlo Giordano. Una decisione che impedisce lo scorrimento della lista e che lascia Aurigemma lontano dai banchi del Consiglio comunale, nonostante il consenso raccolto sul territorio e il forte radicamento nel quartiere. La partita politica, insomma, sembra tutt’altro che chiusa. La vittoria elettorale ha unito il campo largo, ma la distribuzione del potere rischia ora di aprire nuove tensioni. Perché se vincere insieme è stato possibile, governare insieme potrebbe rivelarsi una sfida ancora più difficile.
di Marco Iandolo
