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Avellino, sostanza sospetta nascosta in un asciugamano destinato a un detenuto: torna l’allarme sicurezza in carcere

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Ottobre 16, 2026
Il presunto ritrovamento durante i controlli su un pacco consegnato da un familiare riaccende l’attenzione sulle criticità della casa circondariale. La UIL FP Polizia Penitenziaria elogia il lavoro degli agenti e richiama l’emergenza sovraffollamento: 690 detenuti per una capienza regolamentare di 503 posti.

Una sostanza sospetta, presumibilmente stupefacente, sarebbe stata rinvenuta nella giornata di ieri all’interno di un asciugamano contenuto in un pacco destinato a un detenuto della casa circondariale di Avellino. Il materiale, secondo quanto riferito nel comunicato della UIL FP Polizia Penitenziaria, sarebbe stato abilmente occultato nelle cuciture del tessuto e individuato durante i controlli di routine sulle consegne portate da un familiare in occasione di un colloquio. L’episodio, la cui natura dovrà essere eventualmente confermata dagli accertamenti competenti, riporta l’attenzione sull’attività quotidiana svolta dagli agenti penitenziari per impedire l’introduzione di sostanze illecite all’interno dell’istituto. A sottolineare la delicatezza della situazione è Raffaele Dragone, delegato UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, che richiama l’attenzione sulle difficoltà operative affrontate dal personale.  “La nostra attività quotidiana si svolge in un contesto estremamente critico, dove ogni giorno ci troviamo a fronteggiare tentativi di introdurre sostanze illecite all’interno della struttura. Il presunto ritrovamento di ieri è un campanello d’allarme che non possiamo sottovalutare”, dichiara Dragone.

Il plauso agli agenti e la richiesta di maggiori controlli

Accanto alla preoccupazione per l’accaduto, arriva il riconoscimento per il lavoro svolto dal personale di Polizia Penitenziaria. Raffaele Troise, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, esprime apprezzamento per la professionalità degli agenti e ribadisce la necessità di rafforzare le misure di prevenzione e controllo. “Voglio sottolineare l’impegno e la professionalità del personale che, nonostante le difficoltà, mantiene alta la guardia e garantisce la sicurezza all’interno del carcere. Episodi come questo evidenziano quanto sia necessario potenziare le misure di controllo”, afferma Troise. Un riconoscimento che si inserisce in un quadro operativo complesso, nel quale il personale è chiamato a garantire quotidianamente l’ordine e la sicurezza, fronteggiando criticità organizzative e gestionali.

Sovraffollamento, ad Avellino detenuti ben oltre la capienza

A rendere ancora più delicato il quadro è la situazione relativa alla popolazione detenuta. Secondo i dati riportati nel comunicato sindacale, la casa circondariale di Avellino ospiterebbe circa 690 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 503 posti. Una differenza di 187 persone, pari a un tasso di affollamento di circa il 137% rispetto alla capienza prevista: in altri termini, circa il 37% di detenuti in più rispetto ai posti regolamentari. Numeri che, se confermati e aggiornati alla data odierna, descrivono una condizione che può incidere sull’organizzazione della vita detentiva e rendere più complessa la gestione degli spazi, delle attività e delle esigenze di sicurezza. In un contesto simile, il lavoro degli agenti è chiamato a confrontarsi con responsabilità crescenti e risorse che, secondo la rappresentanza sindacale, non sarebbero sufficienti a rispondere a tutte le necessità operative.

“Servono interventi urgenti”

È proprio sul sovraffollamento che Troise concentra il proprio richiamo alle istituzioni, chiedendo interventi capaci di affrontare le criticità strutturali e organizzative dell’istituto.  “Il sovraffollamento ostacola il lavoro degli agenti, che operano in condizioni di stress elevato e con risorse limitate. È fondamentale che le istituzioni intervengano con urgenza per ridurre il numero dei detenuti, migliorare la struttura e garantire standard minimi di sicurezza. Senza questo, episodi come l’introduzione di droga nei pacchi rischiano di diventare purtroppo sempre più frequenti”, conclude il responsabile sindacale.  Il presunto ritrovamento riporta così al centro una questione che va oltre il singolo episodio: la necessità di garantire controlli efficaci e condizioni operative adeguate all’interno degli istituti penitenziari. Per la UIL FP Polizia Penitenziaria, il lavoro svolto dagli agenti resta fondamentale, ma non può prescindere da interventi concreti sul fronte del sovraffollamento, delle risorse disponibili e della sicurezza.

di Marco Iandolo