Sarà una giornata di mobilitazione e protesta quella del prossimo 10 giugno per i lavoratori di CallMat Matera. Le Segreterie regionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPL-UIL e UGL Telecomunicazioni hanno proclamato uno sciopero per l’intero turno lavorativo dopo il fallimento del tentativo di conciliazione con l’azienda e il mancato accordo registrato nei recenti incontri istituzionali. La decisione arriva al termine di una vertenza che i sindacati definiscono “drammatica” e che, secondo le organizzazioni dei lavoratori, mette a rischio il futuro occupazionale di circa 350 dipendenti e delle rispettive famiglie. Al centro della contestazione vi sarebbe la scelta di TIM di ridurre del 15% i volumi di attività affidati al sito di Matera. Una decisione che, secondo le sigle sindacali, rappresenterebbe il primo passo verso una progressiva riduzione delle attività fino alla possibile chiusura dello stabilimento entro la fine dell’anno. “Una scelta gravissima, irresponsabile e socialmente devastante”, denunciano i sindacati, che parlano di un territorio già segnato da profonde difficoltà occupazionali e che non può permettersi ulteriori perdite di posti di lavoro. Le organizzazioni sindacali ribadiscono la volontà di utilizzare tutti gli strumenti di mobilitazione consentiti per difendere l’occupazione e garantire continuità produttiva al sito materano. L’obiettivo dichiarato è quello di evitare qualsiasi esubero e scongiurare il ridimensionamento definitivo della struttura. Nel comunicato viene inoltre rivolto un appello diretto alle istituzioni. I sindacati chiedono infatti a TIM, alla Regione Basilicata e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di assumersi “le proprie responsabilità politiche, istituzionali e sociali”, promuovendo con urgenza un tavolo di confronto finalizzato alla tutela dei livelli occupazionali e alla salvaguardia del futuro industriale dell’azienda. “Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere trattati come numeri da cancellare da un bilancio”, sottolineano le organizzazioni sindacali, che invitano i dipendenti a partecipare in modo compatto alla giornata di sciopero. Il 10 giugno si preannuncia dunque come un passaggio cruciale per il futuro di CallMat Matera e per centinaia di famiglie che attendono risposte concrete sul proprio destino lavorativo.
di Fausto Sacco
