Si apre una profonda crisi interna nel Partito Socialista Italiano in Campania dopo il passo indietro di Felice Iossa, ex responsabile nazionale per il Mezzogiorno, che nei giorni scorsi aveva lasciato il PSI e la direzione nazionale. A seguito delle sue dimissioni, nelle ultime ore il partito ha registrato due ulteriori defezioni di peso: quelle del consigliere comunale di Napoli, Pasquale Sannino, e dell’avvocato Monica Mauro, candidata alle prossime regionali. Sannino ha indirizzato la propria lettera di dimissioni direttamente al segretario nazionale Enzo Maraio, spiegando di aver maturato la decisione in seguito alle scelte operate per la composizione della lista “Avanti Campania – PSI”. Secondo il consigliere, infatti, la volontà di candidare figure esterne al percorso socialista, tra cui consiglieri regionali uscenti e personalità che non hanno mai avuto rapporti organici con il partito, avrebbe creato “forte disorientamento e sfiducia” in lui e in altri militanti. Al centro delle polemiche c’è la quasi certa candidatura con i socialisti di Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania per il Gruppo misto ed ex esponente del Movimento 5 Stelle. Un nome che divide: già oppositrice del presidente Vincenzo De Luca, la Ciarambino è oggi considerata vicina al governatore. Due anni fa, inoltre, aveva sostenuto la candidatura del socialista Raffaele Russo a sindaco di Pomigliano d’Arco, salvo poi criticarlo pubblicamente una volta eletto. “Nessuna smentita è giunta – ha scritto Sannino – e anzi si raccolgono segnali di conferma di un tale orientamento. Una condizione che ha determinato crisi, diffidenza e malumori, inducendo compagne e compagni autorevoli come Felice Iossa e Monica Mauro a lasciare il partito. Questo mi spinge, mio malgrado e con grande dispiacere, a rassegnare le dimissioni dal PSI”. Sulla stessa linea anche Monica Mauro, che ha deciso di ritirare la propria candidatura per le regionali. L’avvocato ha parlato di un contesto “caratterizzato da tattiche, trasformismi, personalismi e veti, lontano anni luce dalla passione civile che mi ha spinta ad impegnarmi”. Le tre defezioni in pochi giorni segnano un duro colpo per il PSI campano, già alle prese con difficoltà organizzative e con la sfida di costruire un radicamento territoriale in vista delle prossime regionali. La questione Ciarambino resta il nodo centrale di una frattura che, al momento, appare lontana dall’essere ricomposta.
di Marco Iandolo
