Nel Materano il caro bollette si trasforma sempre più in un’emergenza sociale. A lanciare l’allarme è il segretario provinciale dell’UGL, Pino Giordano, che evidenzia come l’aumento dei costi di luce e gas stia mettendo in seria difficoltà un numero crescente di famiglie, pensionati e lavoratori. “Cresce in modo evidente il numero di nuclei familiari che non riescono più a sostenere il peso delle bollette”, afferma Giordano, sottolineando come anche chi fino a poco tempo fa riusciva a mantenere un equilibrio economico oggi stia scivolando verso una condizione di fragilità. Al centro della preoccupazione c’è il fenomeno della povertà energetica, ormai radicato anche nel territorio provinciale. Non si tratta più soltanto di ritardi nei pagamenti, ma di una difficoltà concreta a garantire condizioni di vita dignitose, tra riscaldamento insufficiente e consumi ridotti al minimo. Particolarmente significativo è l’aumento dei cosiddetti “poveri grigi”: lavoratori, precari, partite IVA e pensionati che non rientrano nei circuiti dell’assistenza, ma vivono comunque una situazione di forte disagio economico. Il caro energia pesa anche sul sistema produttivo locale. Piccoli imprenditori, artigiani e commercianti si trovano a dover affrontare una doppia pressione, come famiglie e come titolari di attività, con il rischio concreto di chiusure e perdita di posti di lavoro. In questo contesto, viene riconosciuto il ruolo fondamentale della Caritas Diocesana e del volontariato, impegnati quotidianamente nel sostegno alle persone più fragili. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Don Giuseppe Gazzaneo per il lavoro svolto sul territorio. L’UGL Matera chiede interventi immediati e mirati: sostegni economici per famiglie e lavoratori, misure più incisive contro il caro energia, aiuti alle microimprese e politiche di efficientamento energetico accessibili anche ai redditi più bassi. “Non c’è più tempo per interventi parziali – conclude Giordano –. Serve un’azione politica chiara per evitare che questa emergenza diventi strutturale e cambi definitivamente il volto sociale del territorio”.
di Fausto Sacco
