La Procura regionale della Corte dei Conti della Campania contesta un presunto danno erariale di oltre 314mila euro ad Antonio Limone, attuale direttore generale dell’Asl di Caserta. La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato al manager 64enne, originario di Mercogliano, un invito a dedurre, l’atto che precede l’eventuale instaurazione del giudizio contabile e che consente all’interessato di presentare le proprie giustificazioni. Le contestazioni non riguardano il suo incarico attuale, assunto il 9 agosto 2025, bensì il periodo in cui era direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Secondo quanto emerge dagli accertamenti della Procura contabile, Limone avrebbe utilizzato le carte di credito dell’ente per sostenere numerose spese ritenute prive di adeguata giustificazione amministrativa. Tra gli acquisti contestati figurano gioielli, capi d’abbigliamento, viaggi, soggiorni in albergo, ristoranti, carburante e altre spese personali, senza che fossero corredati da note spese, relazioni di missione o documentazione idonea a dimostrarne il collegamento con l’attività istituzionale. L’indagine ha riguardato anche l’utilizzo delle auto di servizio. Attraverso l’analisi dei diari di bordo, dei contratti di noleggio, dei registri di utilizzo e dei dati Telepass, gli investigatori avrebbero ricostruito un impiego costante dei veicoli anche per gli spostamenti tra abitazione e luogo di lavoro, con viaggi effettuati spesso in orari notturni. Anche i rifornimenti di carburante sarebbero stati eseguiti prevalentemente presso distributori situati nei pressi dell’abitazione del dirigente e non della sede dell’ente. La Procura regionale, guidata dal procuratore Giacinto Dammicco e dal vice procuratore generale Davide Vitale, quantifica il presunto danno erariale in oltre 103mila euro per il noleggio delle vetture, quasi 36mila euro per il carburante, circa 14mila euro per i pedaggi autostradali e oltre 162mila euro per ulteriori spese ritenute non giustificate. Le verifiche coprono un arco temporale molto ampio, compreso tra il 2009 e il 2014 e successivamente tra il 2015 e il 2020. Tra gli elementi richiamati negli atti dell’inchiesta figurano anche alcuni episodi ritenuti significativi dagli investigatori: l’acquisto di bottiglie di grappa barricata e spumante, cene domenicali in Costiera sorrentina al di fuori dell’orario di servizio e uno scontrino relativo a un accessorio per cellulare che, secondo gli accertamenti, sarebbe stato corretto manualmente da 1,30 euro a 130 euro. Al momento, si tratta di contestazioni formulate dalla Procura della Corte dei Conti nell’ambito di un procedimento ancora in corso. L’invito a dedurre rappresenta una fase preliminare e offre al dirigente la possibilità di presentare le proprie osservazioni e la documentazione difensiva prima che venga eventualmente avviato il giudizio di responsabilità amministrativo-contabile.
di Marco Iandolo
