La nuova normativa sulla tracciabilità bufalina produce i primi effetti sulla filiera, ma per gli allevatori la crisi non è ancora superata. Il dato più significativo arriva dalle celle frigorifere: ad agosto le giacenze di latte DOP concentrato congelato sono scese del 70,07% in un anno, passando da 4,7 a 1,4 milioni di chilogrammi. Un calo che Coldiretti collega alla legge sulla tracciabilità bufalina approvata nell’aprile 2025, che vieta l’utilizzo e la detenzione del concentrato destinato alla produzione di mozzarella di bufala DOP e non DOP. “È una vittoria per la qualità”, sottolinea il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda. Il quadro, tuttavia, resta complesso. Secondo i dati MBC aggiornati al 31 agosto 2026, il latte ritirato è cresciuto dell’8,35%, raggiungendo 231,6 milioni di chilogrammi contro i 213,7 milioni dello stesso periodo del 2025. La crescita della produzione non è però accompagnata da un analogo aumento della domanda di prodotto DOP, salita soltanto del 3,72%. Nello stesso periodo, la mozzarella di latte di bufala non DOP ha registrato un calo del 4,47%. La maggiore disponibilità di latte si è così riversata sul congelato tal quale, arrivato a 19,3 milioni di chilogrammi, con un incremento dell’89,06%. Un dato che evidenzia lo squilibrio tra produzione e capacità di assorbimento del mercato. Ed è proprio sul fronte dei rapporti contrattuali che arriva l’allarme degli allevatori. Il presidente di Coldiretti Caserta Enrico Amico denuncia una nuova ondata di disdette e chiede un tavolo urgente al Prefetto di Caserta. “Da marzo – afferma – abbiamo proposto un modello di contratto e chiesto incontri con le organizzazioni dei caseifici per arrivare a un accordo quadro confederale”. Coldiretti richiama inoltre gli allevatori a prestare attenzione ai contratti proposti, invitandoli a non sottoscrivere accordi unilaterali che, secondo l’organizzazione, potrebbero violare la normativa sulle pratiche commerciali sleali. Resta infine atteso il decreto attuativo del Registro unico SIAN, dopo la scadenza del 15 settembre per la presentazione delle osservazioni. Parallelamente, Coldiretti e ANASB stanno lavorando con la Regione Campania a un piano per favorire la destagionalizzazione dei parti, con l’obiettivo di aumentare la produzione nei mesi estivi, quando la domanda di mercato può essere maggiore. Per il direttore di Coldiretti Caserta Giuseppe Miselli, la nuova normativa ha contribuito a chiudere una falla nella filiera, ma ora servono tempi rapidi per completare gli strumenti attuativi e riportare maggiore equilibrio tra produzione, domanda e redditività degli allevamenti.
di Fausto Sacco

