La riduzione della cedolare secca sugli affitti può rappresentare un’opportunità importante per rilanciare il mercato immobiliare, favorire la disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e restituire vitalità ai tanti locali commerciali oggi inutilizzati. Ma perché gli incentivi producano effetti concreti servono regole chiare, stabilità normativa e politiche capaci di rispondere anche alle esigenze delle aree interne. È questa la posizione di Unimpresa Irpinia Sannio, che guarda con favore alle misure annunciate nell’ambito della Manovra 2027, richiamando tuttavia l’attenzione sulla necessità di verificarne contenuti e applicazione nel testo definitivo. A sottolinearlo è Mirko Travaglione, presidente della Federazione Casa di Unimpresa Irpinia Sannio, secondo cui una fiscalità più favorevole può incentivare i proprietari a rimettere sul mercato immobili attualmente sfitti. Tra le misure prospettate figurano la cedolare secca al 5% per gli affitti a canone concordato, l’aliquota all’1% per i contratti concordati destinati agli under 35 e l’estensione del regime agevolato al 21% per le locazioni commerciali. “Rendere più conveniente la locazione regolare può incoraggiare i proprietari a mettere a disposizione abitazioni e locali commerciali”, osserva Travaglione, precisando però che il vantaggio fiscale non comporta automaticamente una riduzione dei canoni. Da qui la necessità di favorire accordi equilibrati e realmente sostenibili per inquilini e proprietari. Particolare attenzione viene riservata all’Irpinia e al Sannio, territori caratterizzati da dinamiche immobiliari differenti rispetto ai grandi centri urbani. Se nelle città più popolose il problema è spesso la carenza di alloggi accessibili, nei piccoli comuni pesa soprattutto la presenza di immobili inutilizzati, talvolta bisognosi di interventi di recupero e di servizi adeguati. Anche il commercio di prossimità può beneficiare delle nuove agevolazioni. La riapertura di negozi e botteghe, infatti, non rappresenta soltanto un’opportunità economica, ma anche uno strumento per contrastare lo svuotamento dei centri abitati e preservare servizi essenziali per le comunità locali. Unimpresa Irpinia Sannio chiede quindi procedure semplici, informazioni tempestive sui requisiti e maggiori garanzie nei rapporti tra proprietari e locatari, auspicando un confronto con amministrazioni locali e rappresentanze economiche e sociali. “La direzione è condivisibile. Adesso bisogna tradurla in opportunità verificabili: più abitazioni disponibili, contratti sostenibili e locali commerciali nuovamente utilizzati”, conclude Travaglione. “Per le nostre province, casa e impresa sono parte della stessa sfida: creare condizioni che consentano alle persone di restare, lavorare e investire”.
di Marco Iandolo


