Le vicende giudiziarie legate alla gestione di alcuni centri di accoglienza per migranti nel Sannio tornano al centro dell’attenzione. Dopo le inchieste che hanno portato all’apertura di due distinti processi penali, entra ora in scena anche la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania, che ha contestato un presunto danno erariale pari a circa 1 milione e 100mila euro. L’attività istruttoria, condotta con il supporto della Guardia di Finanza, riguarda il Consorzio Maleventum, realtà costituita da diverse cooperative impegnate nella gestione di strutture di accoglienza sul territorio sannita. Gli inviti a dedurre sono stati notificati a otto persone, tra cui Paolo Di Donato, ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto e figura di riferimento del consorzio, oltre ad amministratori, rappresentanti legali delle cooperative coinvolte ed ex funzionari della Prefettura di Benevento. Tra i destinatari figurano anche Felice Panzone, ex dirigente prefettizio, e gli ex responsabili dell’Area Immigrazione Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale, questi ultimi mai comparsi davanti al giudice penale. La vicenda si intreccia con il primo dei due procedimenti giudiziari già definiti in primo grado. A gennaio il tribunale ha condannato Felice Panzone a quattro anni di reclusione per corruzione, in relazione a lavori che sarebbero stati effettuati presso la sua abitazione dal gestore di un centro di accoglienza. Lo stesso imputato è stato però assolto dalle ulteriori accuse di induzione indebita e da altri episodi contestati di corruzione. Condanna a tre anni, invece, per Paolo Di Donato, riconosciuto responsabile di frode nelle pubbliche forniture e rivelazione di segreti d’ufficio, con il riconoscimento della recidiva. Per lui sono invece arrivate assoluzioni dalle accuse di truffa aggravata, associazione per delinquere e da altri episodi corruttivi contestati dall’accusa. Entrambe le sentenze sono state impugnate e il giudizio proseguirà davanti alla Corte d’Appello. Parallelamente resta aperto il secondo filone processuale, che potrebbe arrivare a sentenza nelle prossime settimane. Al centro dell’inchiesta vi è una presunta ipotesi di peculato legata all’utilizzo di fondi pubblici destinati all’accoglienza dei migranti. Secondo l’accusa, parte delle risorse sarebbe stata impiegata per spese ritenute estranee alle finalità istituzionali, tra cui acquisti presso negozi di marchi di moda, viaggi, soggiorni e altre operazioni considerate non riconducibili alla gestione dei centri. Mentre la giustizia penale prosegue il proprio corso, la magistratura contabile punta ora a verificare l’eventuale esistenza di un danno alle casse pubbliche e le relative responsabilità patrimoniali. Un nuovo capitolo che si aggiunge a una delle più complesse vicende giudiziarie degli ultimi anni nel settore dell’accoglienza migranti nel Sannio.
di Marco Iandolo
