Nasce la nuova prassi di riferimento UNI/PdR 192 per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, uno strumento pensato per aiutare le aziende a strutturare politiche di welfare più inclusive e orientate al benessere dei dipendenti, con particolare attenzione a genitorialità e caregiver. Promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia e dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e sviluppata da UNI, la misura introduce un modello organizzativo certificabile che punta a favorire ambienti di lavoro più flessibili e attenti ai bisogni delle persone. La prassi prevede l’adozione di politiche aziendali formalizzate, piani strategici con obiettivi misurabili, sistemi di monitoraggio e azioni concrete a sostegno dei lavoratori. Tra gli ambiti principali figurano la flessibilità di orari e modalità di lavoro, il supporto alla genitorialità, la tutela della continuità di carriera e iniziative per il benessere psicofisico. Le aziende che otterranno la certificazione potranno accedere a sgravi contributivi previsti dal recente decreto lavoro, fino a un massimo dell’1% dei contributi previdenziali e comunque entro il limite di 50.000 euro annui per impresa. Le risorse stanziate ammontano a 7 milioni di euro nel 2026 e a 12 milioni annui nel 2027 e 2028, con ulteriori fondi destinati all’accompagnamento delle imprese verso la certificazione. Secondo i promotori, la misura punta non solo a migliorare il benessere dei lavoratori, ma anche a rafforzare la parità di genere e contribuire al contrasto della denatalità, incentivando un più equilibrato rapporto tra vita privata e professionale.
dalla redazione
