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Droga in carcere ad Avellino, oltre mezzo chilo nascosto nelle parti intime: tentata l’introduzione durante i colloqui

In AVELLINO, CAMPANIA, CRONACA
Settembre 04, 2026
L’episodio sarebbe avvenuto ieri nella Casa Circondariale di Avellino. Secondo la UILFP Polizia Penitenziaria, un familiare di un detenuto avrebbe tentato di introdurre oltre 500 grammi tra hashish e cocaina. Troise: “Situazione insostenibile, servono più uomini e strumenti”.

Oltre mezzo chilo di sostanze stupefacenti che, secondo quanto riferito dalla UILFP Polizia Penitenziaria, sarebbe stato destinato all’interno della Casa Circondariale di Avellino. È quanto sarebbe accaduto nella giornata di ieri, durante i regolari colloqui presso il reparto comuni dell’istituto penitenziario.  A tentare di introdurre la droga sarebbe stato, stando alle informazioni diffuse dal sindacato, un familiare di un detenuto. Le sostanze, per un quantitativo complessivo indicato in oltre 500 grammi tra hashish e cocaina, sarebbero state occultate nelle parti intime nel tentativo di superare i controlli.  L’episodio è al vaglio degli accertamenti e, pertanto, ogni elemento dovrà essere verificato nelle sedi competenti. Resta tuttavia alta l’attenzione sulla sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario avellinese, soprattutto per quanto riguarda il contrasto all’introduzione di droga e materiale illecito.  A intervenire è Raffaele Troise, responsabile della UILFP Polizia Penitenziaria, che sottolinea la gravità della vicenda e le difficoltà con cui, secondo il sindacato, gli agenti sarebbero costretti a lavorare quotidianamente.  “Siamo di fronte a una situazione che non può più essere considerata normale né tantomeno sostenibile”, afferma Troise, evidenziando come l’ingresso di un quantitativo così rilevante di stupefacenti avrebbe potuto determinare conseguenze significative all’interno della struttura. Secondo il rappresentante sindacale, il tentativo sarebbe stato intercettato grazie  “alla professionalità, all’attenzione e alla capacità operativa degli agenti di Polizia Penitenziaria e della Sorveglianza Generale”, nonostante, viene sottolineato, la disponibilità limitata di mezzi e risorse. Per la UILFP, l’episodio rappresenta un ulteriore campanello d’allarme sulla situazione della Casa Circondariale di Avellino. “Il carcere di Avellino ha bisogno di una svolta concreta e di un radicale cambio di rotta – prosegue Troise –. Il rischio è quotidiano e riguarda non soltanto il personale di Polizia Penitenziaria, ma tutti gli operatori che lavorano all’interno dell’istituto a stretto contatto con la popolazione detenuta”.   Il sindacato chiede quindi un rafforzamento delle misure di sicurezza, un potenziamento degli organici e una maggiore disponibilità di strumenti tecnologici e operativi per contrastare il fenomeno dell’introduzione di sostanze stupefacenti all’interno del carcere.  “Gli agenti non possono essere lasciati soli a fronteggiare situazioni sempre più complesse con strumenti e risorse insufficienti”, sostiene Troise.  La richiesta della UILFP è dunque quella di un intervento strutturale da parte dell’Amministrazione penitenziaria, con l’obiettivo di rafforzare i controlli e garantire maggiore sicurezza a chi opera quotidianamente all’interno dell’istituto.  “Tali episodi sono inammissibili e rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme – conclude Troise –. Chiediamo, come UILFP Polizia Penitenziaria, maggiore tutela per gli operatori penitenziari e interventi concreti da parte dell’Amministrazione”.

di Marco Iandolo