Due uomini, di 40 e 42 anni, sono indagati dalla Procura della Repubblica di Matera per due distinte ipotesi di estorsione aggravata e continuata, contestate in concorso. Questa mattina il personale delle sezioni di polizia giudiziaria della Procura, composto da agenti della Polizia di Stato e militari dell’Arma dei Carabinieri, ha dato esecuzione a due distinte ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Matera. Per il 40enne sono stati disposti gli arresti domiciliari, con il divieto di comunicare, attraverso telefono, internet o per interposta persona, con soggetti diversi dai conviventi e da coloro che lo assistono. Per il 42enne, invece, il Gip ha disposto la misura di sicurezza provvisoria della libertà vigilata, accogliendo la richiesta della Procura formulata sulla base della documentazione medica e specialistica acquisita nel corso delle indagini. Secondo quanto riportato nel provvedimento, allo stato degli atti sarebbero emersi elementi indicativi di un possibile vizio totale o parziale di mente e di una condizione di pericolosità sociale. L’inchiesta trae origine dalle denunce presentate da due persone, che avrebbero riferito di essere state sottoposte, in periodi e con modalità differenti, a ripetute richieste di denaro accompagnate da minacce. La prima vicenda riguarda un uomo ultrasessantacinquenne e la sua famiglia e si sarebbe sviluppata a Matera tra settembre 2024 e agosto 2025. Secondo la ricostruzione accusatoria, i due indagati avrebbero avanzato reiterate pretese economiche, prospettando ritorsioni fisiche nei confronti della vittima e dei suoi familiari. In alcuni episodi sarebbero stati mostrati un coltello e una pistola, con quest’ultima che sarebbe stata utilizzata anche per esplodere un colpo in aria a scopo intimidatorio. Le richieste avrebbero portato la persona offesa a consegnare contanti, effettuare bonifici, emettere un assegno da 4.600 euro e acquistare gioielli, attrezzi da lavoro e altri beni. Il profitto complessivo indicato provvisoriamente nel capo d’incolpazione è di circa 200mila euro, cifra ancora oggetto di accertamento. La seconda contestazione riguarda un altro uomo, che avrebbe denunciato richieste di denaro e minacce risalenti anche a periodi precedenti e successivamente riprese, con il coinvolgimento di entrambi gli indagati, dal settembre 2024. Tra le somme che la vittima avrebbe consegnato figurano 1.000 euro nel settembre 2024 e altri 290 euro alcune settimane più tardi. Le interlocuzioni sarebbero proseguite fino al marzo 2025. Gli investigatori hanno raccolto dichiarazioni delle persone offese e dei loro familiari, esaminato messaggi e conversazioni, registrazioni e intercettazioni, oltre a svolgere accertamenti bancari. Il Gip ha ritenuto che gli elementi acquisiti delineino, allo stato, un quadro di gravità indiziaria in relazione alle ipotesi di estorsione contestate. Il procedimento si trova comunque nella fase delle indagini preliminari. Le accuse e le ricostruzioni contenute nei provvedimenti hanno carattere provvisorio e dovranno essere sottoposte alle successive verifiche previste dalla legge. I due indagati restano presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
di Fausto Sacco

