La crisi di Forza Italia in Irpinia è ormai conclamata. Quello che fino a poche settimane fa appariva come un malumore sotterraneo tra sindaci e amministratori locali oggi si trasforma in una vera e propria resa dei conti politica interna, con il coordinatore provinciale Angelo Antonio D’Agostino finito nel mirino degli stessi esponenti azzurri che negli ultimi anni avevano contribuito alla crescita del partito sul territorio. A pesare come un macigno è soprattutto la partita della Provincia di Avellino. Dopo l’elezione di tre consiglieri provinciali riconducibili all’area forzista — un risultato ottenuto con sacrificio e mediazione politica dagli amministratori locali — molti si aspettavano che Forza Italia potesse finalmente rivendicare una candidatura autonoma e identitaria per la Presidenza di Palazzo Caracciolo. Uno scenario che, invece, Angelo Antonio D’Agostino avrebbe deciso di archiviare senza esitazioni. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, infatti, il patron dell’Avellino calcio sarebbe orientato a sostenere una ricandidatura del presidente uscente Rizieri Buonopane, espressione diretta del cosiddetto “campo largo” di centrosinistra. Una scelta che sta provocando profonde lacerazioni nel partito, soprattutto perché Buonopane viene considerato politicamente distante dall’area moderata e centrista rappresentata dagli azzurri irpini. La decisione attribuita a D’Agostino viene vissuta da molti dirigenti locali come una vera e propria abiura politica. Non pochi amministratori ricordano come Forza Italia abbia sostenuto con convinzione prima l’elezione del consigliere regionale Livio Petitto e successivamente la costruzione della lista provinciale culminata con l’elezione dei tre consiglieri. Un patrimonio politico che oggi rischia di essere disperso. Tra i più delusi ci sarebbe il sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo, che avrebbe coltivato l’ambizione di una candidatura alla Presidenza della Provincia come sintesi del mondo moderato irpino. Ma il malcontento attraversa anche altri amministratori storicamente vicini agli azzurri. Profonda amarezza trapela anche nell’area riconducibile a Marino Sarno, che non avrebbe mai realmente ricucito i rapporti con Buonopane dopo la sfiducia consumatasi anni fa ai danni di Nadia Manganaro, allora sindaco di Volturara Irpina e moglie dell’attuale capogruppo di Forza Italia in Consiglio provinciale. Una ferita politica mai completamente rimarginata e che oggi torna a pesare negli equilibri interni. Segnali di insofferenza arrivano inoltre dal sindaco di Mirabella Eclano Giancarlo Ruggiero, anch’egli sempre più distante dalle strategie provinciali del partito. Nel frattempo si muove con grande cautela ma anche con crescente autonomia il consigliere regionale Livio Petitto. Secondo fonti vicine al dossier Provincia, Petitto avrebbe intensificato i contatti con Buonopane nelle ultime settimane e starebbe lavorando per rafforzare il proprio peso politico nell’ente di Palazzo Caracciolo. L’obiettivo sarebbe quello di garantire un ruolo di primo piano al consigliere provinciale Mauro Picollo, fedelissimo dell’esponente regionale e riferimento politico di Grottaminarda. Uno scenario che rischia di ridisegnare completamente gli equilibri del centrodestra irpino. In molti, infatti, leggono le mosse di Petitto come il tentativo di assumere progressivamente la leadership reale di Forza Italia in provincia di Avellino, approfittando delle difficoltà e delle ambiguità politiche attribuite a D’Agostino. La sensazione diffusa tra gli amministratori è che il partito stia attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi anni. Il timore è che l’asse con Buonopane possa provocare una diaspora interna e una serie di riposizionamenti politici destinati a cambiare gli assetti nei comuni irpini. Tra i nomi che vengono indicati con maggiore insistenza figura quello del sindaco di Mercogliano Vittorio D’Alessio, oggi anche consigliere dell’Ato Rifiuti, che starebbe valutando nuove collocazioni politiche insieme ad altri amministratori delusi dalla gestione provinciale del partito. La partita resta apertissima, ma una cosa appare ormai chiara: Forza Italia in Irpinia vive ore decisive. E il rischio concreto, per molti dirigenti azzurri, è che dalle macerie di questa crisi possa emergere una nuova geografia politica tutta ancora da scrivere.
di Marco Iandolo
