
A quarantasette anni dalla morte di Francesco Cecchin, torna al centro dell’attenzione il tema della memoria e del rispetto per le vittime della violenza politica. A denunciarlo è la Federazione provinciale di Gioventù Nazionale, che ha reso noto un episodio ritenuto offensivo nei confronti del giovane militante scomparso nel 1979. Lo scorso 16 giugno una delegazione della Federazione, guidata dal presidente provinciale Raduazzo, si è recata presso il cimitero comunale di Nusco per rendere omaggio a Francesco Cecchin. In occasione della visita, l’organizzazione ha segnalato un gesto che sarebbe stato compiuto ai danni della memoria del giovane, definendolo un atto grave e inaccettabile. Nel comunicato diffuso dall’associazione si sottolinea come il rispetto e l’educazione debbano rappresentare valori fondamentali per la comunità, soprattutto nei confronti di chi ha perso la vita in un clima di contrapposizione politica. “Le nuove generazioni meritano di essere educate al ricordo di quanti, per la difesa delle proprie idee, hanno pagato un prezzo altissimo”, si legge nella nota. Francesco Cecchin aveva 17 anni quando la sua vita si interruppe tragicamente. Studente e militante politico, viene ricordato dai promotori dell’iniziativa come un ragazzo animato da forti ideali e da una profonda convinzione nelle proprie idee. La Federazione provinciale ha quindi ribadito la necessità di preservare la memoria di tutte le vittime della violenza politica, condannando ogni forma di odio e di intolleranza. “La sua memoria merita rispetto”, conclude il comunicato, che invita a non rimanere indifferenti di fronte a episodi ritenuti lesivi del ricordo di Cecchin.
di Mat. Lib.