Si è spento Giuseppe Gargani, già presidente dell’Associazione degli Ex Parlamentari della Repubblica, figura di lungo corso della vita istituzionale italiana ed europea. La notizia è stata diffusa dalla stessa Associazione, che ha espresso “immenso dolore e profonda commozione” per la scomparsa di uno dei suoi più rappresentativi esponenti. Nato a Morra De Sanctis il 23 aprile 1935, avvocato di formazione e giurista di rilievo, Gargani ha ricoperto il ruolo di parlamentare della Repubblica per sei legislature consecutive, dal 1972 al 1994. Nel corso della sua carriera istituzionale ha inoltre svolto l’incarico di sottosegretario alla Giustizia in diversi governi, oltre a essere stato presidente della Commissione giuridica del Parlamento europeo. Nel comunicato di cordoglio, l’Associazione degli Ex Parlamentari lo ricorda come “una delle figure più rappresentative della tradizione parlamentare e del cattolicesimo democratico italiano”, sottolineandone il profilo di “servitore dello Stato” e la concezione della politica come missione civile fondata su libertà, responsabilità e impegno per il bene comune. Particolarmente evidenziata anche la sua attività alla guida dell’Associazione, svolta — si legge nella nota — con “generosità, lucidità e grande umanità”, e sempre orientata alla difesa della centralità del Parlamento e delle prerogative democratiche delle istituzioni rappresentative. Secondo quanto riportato, Gargani avrebbe dovuto presiedere nella stessa mattinata una riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione, a conferma di un impegno mantenuto fino all’ultimo nella vita associativa e istituzionale. La nota si chiude con un forte richiamo simbolico al suo ruolo pubblico: “Si è spenta una coscienza della Repubblica”, viene sottolineato, ricordando la sua attività come esempio di dedizione alla giustizia e alla politica intesa come servizio. L’Associazione degli Ex Parlamentari della Repubblica ha infine espresso vicinanza alla famiglia, ricordando la figura di Gargani come una voce autorevole e costante della tradizione parlamentare italiana.
di Marco Iandolo
