Nuove Cronache

Inchiesta sugli appalti a Benevento, Mastella: “Nessuna donazione al partito”

“Nessuna somma è stata mai né richiesta né ricevuta”. Clemente Mastella, sindaco di Benevento e leader di Noi di Centro, interviene sugli sviluppi dell’inchiesta della magistratura relativa a presunti episodi di corruzione nell’affidamento di appalti pubblici nella città sannita.  Al centro delle dichiarazioni del sindaco c’è anche la presunta erogazione di somme destinate a sostenere le spese elettorali del partito. Mastella respinge ogni coinvolgimento di Noi di Centro e precisa che, qualora qualcuno avesse effettivamente incassato denaro, lo avrebbe fatto “a titolo esclusivamente personale”, definendo tale eventuale condotta “evidentemente illecita”.  L’inchiesta coinvolge complessivamente 17 indagati, tra i quali figurano anche un amministratore e alcuni dirigenti e funzionari del Comune di Benevento. Tra le ipotesi di reato oggetto degli accertamenti figura anche il finanziamento illecito ai partiti, insieme alle contestazioni relative a presunti episodi di corruzione.  Mastella ha espresso preoccupazione per il coinvolgimento di esponenti e dipendenti dell’amministrazione comunale, auspicando che possano chiarire la propria posizione già nel corso della fase delle indagini preliminari.  “Prima di tutto a tutela del prestigio e dell’integrità dell’Istituzione che rappresento”, sottolinea il sindaco, auspicando che gli indagati possano dimostrare la propria completa estraneità ai fatti contestati.  Al tempo stesso, Mastella ha ribadito la propria fiducia nell’operato della magistratura, chiedendo che vengano svolti tutti gli accertamenti ritenuti necessari per ricostruire quanto accaduto. L’obiettivo, nelle parole del sindaco, è fare piena luce sui fatti e accertare eventuali responsabilità, nel rispetto della legge e dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione.  L’inchiesta è attualmente nella fase degli accertamenti e, pertanto, le contestazioni rivolte agli indagati dovranno essere verificate nel corso del procedimento. L’iscrizione nel registro degli indagati, infatti, non equivale a una dichiarazione di responsabilità.

di Marco Iandolo

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