
Quindicimila presenze in quattro serate e circa 120 pernottamenti nelle strutture ricettive cittadine nell’arco di sei giorni. Sono i numeri con cui si chiude la decima edizione di Irpinia Mood, il Food Festival organizzato da Visit Irpinia che quest’anno ha scelto Villa Amendola come nuova sede, trasformandola in un luogo di incontro tra cucina, territorio e cultura del cibo. Al centro dell’edizione 2026 il tema “Intolleranti”, una riflessione partita da allergie e intolleranze alimentari per allargarsi alle trasformazioni del sistema alimentare, al rapporto tra identità locali e influenze globali, memoria, sperimentazione e nuove esigenze dei consumatori. Sono stati 97 gli chef coinvolti, chiamati dalla direzione gastronomica di Mirko Balzano a confrontarsi con un vincolo preciso: rinunciare nella preparazione del proprio piatto ad almeno uno dei cinque principali allergeni individuati dal festival, tra glutine, lattosio, uova, arachidi e frutta a guscio. Una sfida che ha prodotto interpretazioni differenti, senza rinunciare alla riconoscibilità delle cucine e delle professionalità coinvolte. Importante anche il legame con il territorio, rafforzato dalla collaborazione con Coldiretti Avellino, che ha portato al festival produttori e materie prime irpine: dal fagiolo quarantino di Volturara alla cipolla ramata di Montoro, dal pecorino di Carmasciano al caciocavallo podolico, fino alla nocciola di Avella, alle percoche e allo zafferano dell’Alta Irpinia. Non solo degustazioni. Il programma ha ospitato quattro panel dedicati a sicurezza alimentare, esclusione, sprechi e temi poco raccontati legati al mondo del cibo. A questi si sono aggiunti showcooking, incontri con gli chef e, per la prima volta, la presenza quotidiana di Radio Punto Zero, che ha seguito il festival in diretta da Villa Amendola. La manifestazione ha inoltre portato giornalisti di settore, chef e produttori alla scoperta del territorio attraverso quattro escursioni organizzate da Coldiretti Avellino, con visite a circa 30 realtà tra aziende agricole, cantine, caseifici e produttori. Un percorso dall’Alta Irpinia alla Valle Ufita-Baronia, dalla Valle d’Ansanto all’area Serinese-Solofrana, pensato per raccontare non soltanto i prodotti, ma anche le persone e i processi che li rendono espressione del territorio. La scelta di Villa Amendola, con il suo orto botanico, gli spazi della dimora settecentesca e le grotte sotterranee, ha aggiunto un ulteriore elemento alla decima edizione, offrendo al pubblico la possibilità di vivere uno dei luoghi storici di Avellino attraverso una manifestazione dedicata all’enogastronomia. E il calendario di Irpinia Mood non si ferma qui. Il prossimo appuntamento sarà la Festa di Fine Raccolto, in programma a Cassano Irpino dal 16 al 18 ottobre, mentre ad Avellino Scalo continua l’attività dell’Irpinia Mood Lab, spazio permanente dedicato all’incontro tra chef, produttori, ricercatori e artigiani. A dieci edizioni dalla nascita, Irpinia Mood conferma così una vocazione che va oltre la semplice promozione gastronomica: utilizzare il cibo come strumento per raccontare l’Irpinia, creare relazioni e mettere in connessione comunità, imprese e professionalità.
di Mat. Lib.