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Latte di bufala, Altragricoltura e CNA Campania Nord: “Un accordo di filiera a 1,65 euro al chilo”

In CAMPANIA, ECONOMIA
Ottobre 24, 2026
Le due organizzazioni propongono un prezzo più equo per gli allevatori e un premio fino a 15 centesimi al chilo per le consegne programmate. Chiesto alla Regione Campania un tavolo di confronto per affrontare la crisi del settore.

Il futuro della mozzarella di bufala Campana DOP passa anche dalla sostenibilità economica degli allevamenti. È da questa consapevolezza che nasce la proposta di Altragricoltura e CNA Campania Nord, che chiedono l’apertura di una nuova fase di contrattazione tra allevatori e caseifici per definire condizioni più eque nella vendita del latte bufalino.  Al centro della proposta c’è un prezzo obiettivo di 1,65 euro al chilogrammo, accompagnato da un premio di destagionalizzazione fino a 0,15 euro al chilo per gli allevatori che programmano le consegne secondo calendari concordati con gli acquirenti. Secondo i dati richiamati dalle due organizzazioni, dopo aver raggiunto livelli vicini a 1,80-1,90 euro al chilogrammo nel 2023, il prezzo del latte bufalino è sceso fino a stabilizzarsi intorno a 1,50-1,60 euro. Nel settembre 2026, la rilevazione ISMEA citata nell’analisi indicava un valore di circa 1,56 euro al chilo. Una flessione che, insieme ai costi di produzione e alle tensioni sui prezzi dell’energia e dei fertilizzanti, mette sotto pressione i bilanci delle aziende agricole. L’analisi dei costi elaborata per un allevamento tipo di 300 capi individua una spesa media di circa 1,412 euro al chilogrammo. Un valore che, sottolineano le organizzazioni, non coincide necessariamente con il prezzo necessario a garantire un’adeguata remunerazione del lavoro, gli investimenti e la continuità aziendale. La proposta prevede quindi di avviare la trattativa da 1,75 euro al chilo, individuando una fascia obiettivo compresa tra 1,65 e 1,70 euro e una soglia minima negoziale di 1,60 euro, da non considerare un prezzo di piena sostenibilità economica. Accanto al prezzo di base, particolare attenzione viene riservata alla destagionalizzazione delle produzioni, con l’obiettivo di ridurre gli squilibri tra disponibilità di latte e domanda di mozzarella. Il premio aggiuntivo, compreso tra 0,10 e 0,15 euro al chilogrammo, dovrebbe compensare gli allevatori per gli impegni organizzativi e produttivi richiesti dalla programmazione delle consegne. Per Altragricoltura e CNA Campania Nord, la soluzione non può limitarsi alle singole trattative commerciali. Serve un accordo di filiera che coinvolga allevatori, caseifici artigianali e industriali, con regole condivise su prezzi, ritiri, qualità e programmazione. Le due organizzazioni chiedono inoltre alla Regione Campania di istituire un tavolo di lavoro partecipato per affrontare la crisi e favorire interventi concreti a sostegno del comparto. La tutela del reddito degli allevatori, concludono, è strettamente legata alla qualità della mozzarella di bufala Campana DOP. Garantire la sostenibilità delle stalle significa difendere il lavoro, il benessere animale e un patrimonio produttivo fondamentale per l’economia del territorio. La richiesta è chiara: superare le contrattazioni individuali e costruire un sistema capace di distribuire più equamente il valore lungo tutta la filiera bufalina.

di Fausto Sacco