La scomparsa del prefetto Rinaldo Argentieri, morto all’età di 66 anni, suscita cordoglio anche a Matera, dove aveva guidato la Prefettura da gennaio 2020 a novembre 2021, in uno dei periodi più difficili per il Paese, segnato dall’emergenza sanitaria da Covid-19. A esprimere vicinanza alla famiglia è Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera, che a nome personale e dell’intera organizzazione sindacale rivolge le più sentite condoglianze ai familiari. “Accolgo con profonda tristezza la notizia della scomparsa del prefetto Rinaldo Argentieri, una persona che ho avuto modo di conoscere e apprezzare e alla quale mi legavano sentimenti di amicizia, stima e rispetto”, dichiara Giordano, ricordando il periodo in cui Argentieri era alla guida della Prefettura materana. Durante l’emergenza pandemica, il prefetto rappresentò un importante punto di riferimento istituzionale, favorendo il confronto e la collaborazione tra istituzioni, organizzazioni sindacali e forze sociali in una fase caratterizzata da pesanti difficoltà sanitarie, economiche e sociali. “Ho sempre considerato fondamentale il dialogo tra Prefettura, organizzazioni dei lavoratori, istituzioni locali e forze sociali – sottolinea Giordano –. È attraverso il confronto, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, che si possono comprendere i bisogni delle persone, affrontare le criticità del mondo del lavoro e contribuire alla coesione della comunità”. Originario di Chieti e laureato in giurisprudenza, Argentieri era entrato nella carriera prefettizia nel 1989, prestando servizio inizialmente a Vicenza. Aveva poi ricoperto incarichi di rilievo a Brescia e Milano, occupandosi anche di immigrazione, prima di assumere la guida della Prefettura di Matera. Il suo percorso professionale è stato caratterizzato da una lunga esperienza al servizio delle istituzioni, che oggi viene ricordata con stima e riconoscenza da chi ha avuto modo di collaborare con lui.
di Fausto Sacco

