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Mafia, 24 condanne diventano definitive: eseguiti gli ordini di carcerazione

In CAMPANIA, Caserta, CRONACA, NAPOLI, REGIONI
Ottobre 08, 2026
Operazione tra Veneto e Sud Italia: al centro dell’inchiesta un’organizzazione ritenuta espressione del clan dei Casalesi, radicata nel Veneto orientale.

Sono 24 gli ordini di esecuzione per la carcerazione emessi dalla Procura generale della Repubblica di Venezia ed eseguiti da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza nei confronti di altrettante persone già condannate dalla Corte d’Appello di Venezia nel giugno 2025.  I provvedimenti sono scattati dopo che la Corte di Cassazione ha confermato le condanne relative alle 24 posizioni processuali. Gli interventi hanno interessato le province di Venezia, Caserta, Cosenza, Napoli, Potenza, Rovigo e Padova. Due dei provvedimenti sono stati sospesi.  Gli imputati erano stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, emissione di fatture per operazioni inesistenti e altri reati aggravati dall’agevolazione o dal metodo mafioso. Le pene vanno dai 3 ai 30 anni di reclusione. Al centro dell’inchiesta c’è un’organizzazione criminale ritenuta dagli investigatori espressione del clan dei Casalesi e radicata nel Veneto orientale, in particolare nel territorio di Eraclea. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Venezia avevano documentato, secondo l’accusa, l’infiltrazione del sodalizio nel tessuto imprenditoriale e nelle dinamiche politico-amministrative locali. L’attività investigativa era partita nel 2008, dopo l’arresto in provincia di Udine di due persone di origine napoletana trovate in possesso di banconote false. Uno degli arrestati aveva manifestato la volontà di fornire informazioni su un’organizzazione criminale attiva nel Veneto orientale. Le successive indagini avrebbero ricostruito un sistema criminale rivolto soprattutto al controllo di attività economiche nei settori dell’edilizia e della ristorazione, anche attraverso minacce e violenza. Sarebbero inoltre emersi rapporti con altri gruppi dediti al narcotraffico e allo sfruttamento della prostituzione, oltre a forme di sostegno finanziario al clan dei Casalesi. Per altri tre imputati, invece, la Cassazione ha disposto il rinvio a una diversa sezione della Corte d’Appello di Venezia: in due casi per una nuova valutazione del quadro probatorio e, nel terzo, limitatamente alla determinazione della pena. Tra i provvedimenti eseguiti, otto sono stati affidati al Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Trieste.

di Fausto Sacco