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Matera, CallMat, 350 licenziamenti a Matera: i sindacati annunciano la mobilitazione

In BASILICATA, ECONOMIA, MATERA
Settembre 15, 2026
SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPL-UIL e UGL Telecomunicazioni chiedono un confronto urgente con le istituzioni: “Non consentiremo che un intero presidio occupazionale venga cancellato”.

La vertenza CallMat entra in una fase di forte tensione. L’avvio delle procedure di licenziamento per 350 lavoratrici e lavoratori della sede di Matera ha spinto le organizzazioni sindacali a proclamare lo stato di agitazione e a chiedere un confronto urgente con le istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti.  A intervenire sono i segretari regionali della Basilicata Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Giovanni Letterelli (UILFPL-UIL) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni), che definiscono la situazione “un passaggio gravissimo” per il futuro occupazionale del sito materano e per centinaia di famiglie.  Secondo i sindacati, la priorità è fermare una procedura che rischia di incidere pesantemente sul tessuto occupazionale della città. Per questo è stata formalizzata la richiesta di una convocazione immediata di un tavolo istituzionale, con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. “Non siamo più nella fase delle analisi né delle rassicurazioni – affermano i rappresentanti sindacali –. Il tempo delle interlocuzioni senza esito è finito”. La richiesta alle istituzioni e all’azienda è dunque quella di passare rapidamente dalle dichiarazioni agli interventi concreti.  Nel mirino delle organizzazioni sindacali ci sono anche le trasformazioni che stanno interessando il settore dei contact center. Riduzione dei volumi, automazione e intelligenza artificiale vengono indicati tra i fattori che stanno modificando il comparto. Per i sindacati, tuttavia, questi cambiamenti non possono tradursi automaticamente nel trasferimento dei costi sui lavoratori.  Da qui la richiesta di verificare ogni possibile alternativa: dalle prospettive industriali del sito ai volumi di attività, passando per eventuali percorsi di ricollocazione e riconversione professionale e per tutti gli strumenti che possano contribuire alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Il sindacato chiede quindi un confronto che non si limiti a un nuovo tavolo istituzionale, ma che sia finalizzato a individuare una soluzione concreta. “Non ci accontenteremo di un altro tavolo – sottolineano Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano –. Vogliamo un confronto che produca una soluzione”.  La vertenza viene definita dalle quattro organizzazioni una priorità per Matera e per l’intera Basilicata. E mentre si attende una convocazione da parte delle istituzioni, i sindacati preparano nuove iniziative di mobilitazione. “Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere ogni singolo posto di lavoro”, concludono i rappresentanti sindacali, ribadendo che i 350 lavoratori coinvolti rappresentano, oltre ai numeri della procedura, un pezzo significativo del futuro occupazionale e produttivo della città.

di Fausto Sacco