Nuove Cronache

Matera, vertenza Natuzzi, Giordano:  “Basta ai finanziamenti senza controlli. La politica resti unita per salvare lavoro e industria”

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La vertenza Natuzzi continua ad alimentare la preoccupazione del mondo sindacale. Dopo la mancata sottoscrizione del protocollo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’UGL Matera lancia un appello alle istituzioni affinché si lavori in maniera unitaria per difendere il sistema produttivo lucano e scongiurare la perdita di centinaia di posti di lavoro.   A intervenire è il segretario provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, che definisce la situazione “l’ennesimo duro colpo al tessuto produttivo della Basilicata e della Puglia”, sottolineando come le ipotesi di chiusure, sospensioni produttive e delocalizzazioni mettano a rischio uno dei marchi simbolo dell’industria del Mezzogiorno.  Secondo Giordano, la crisi Natuzzi non rappresenta un caso isolato, ma è il risultato di politiche industriali che negli anni hanno mostrato tutti i loro limiti. “Per troppo tempo – afferma – sono stati distribuiti finanziamenti pubblici senza pretendere adeguate garanzie sul mantenimento delle produzioni e dei livelli occupazionali. Molte imprese, terminati gli incentivi, hanno chiuso gli stabilimenti o trasferito le attività altrove, lasciando dietro di sé capannoni vuoti, disoccupazione e desertificazione industriale”.   Il sindacato richiama anche le altre emergenze che interessano il territorio materano, dalla crisi CallMat alle difficoltà dell’indotto, fino alle criticità della Val Basento. “Dietro questi numeri – evidenzia Giordano – ci sono famiglie, lavoratori e giovani che vedono ridursi ogni giorno le prospettive di futuro”. L’UGL condivide inoltre la posizione espressa dal neo presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, secondo cui il rilancio della regione passa attraverso industria, investimenti, infrastrutture, innovazione e valorizzazione del capitale umano. Per il sindacato è però necessario un deciso cambio di passo nella gestione delle risorse pubbliche.   “Chi beneficia di finanziamenti deve rispettare gli impegni assunti con il territorio. Chi delocalizza dopo aver ricevuto fondi pubblici deve restituire fino all’ultimo euro”, sostiene Giordano, ribadendo il no  “all’assistenzialismo senza controlli”. Nel suo intervento il segretario provinciale riconosce anche l’impegno dell’attuale Governo regionale guidato dal presidente Vito Bardi, insieme agli assessori Francesco Cupparo e Cosimo Latronico, nel tentativo di rilanciare il comparto produttivo attraverso un utilizzo strategico delle risorse del Fondo di Coesione e del PNRR.  Infine, l’UGL rivolge un appello a tutte le forze istituzionali e sociali affinché affrontino insieme le crisi industriali.  “I lavoratori non hanno colore politico – conclude Giordano –. Servono unità e responsabilità per ottenere un piano straordinario di reindustrializzazione della provincia di Matera e della Val Basento, il rafforzamento delle politiche attive del lavoro, il riconoscimento delle aree più colpite come aree di crisi industriale complessa e norme che impediscano di finanziare con denaro pubblico chi poi decide di abbandonare il territorio”.  Per il sindacato, la vertenza Natuzzi rappresenta un banco di prova decisivo per il futuro industriale della Basilicata, chiamata a trasformare una delle crisi più difficili degli ultimi anni in un’occasione di rilancio produttivo e occupazionale.

di Fausto Sacco

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