È ufficialmente iniziata la fase più delicata dell’Esame di Stato 2026 per oltre mezzo milione di studenti italiani. Con l’avvio del colloquio orale, prende il via l’ultima prova della Maturità, tradizionalmente considerata la più temuta dagli studenti. Quest’anno, però, l’orale si presenta con una veste profondamente rinnovata: il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto una nuova struttura basata su quattro discipline selezionate annualmente a livello nazionale, segnando un cambio di passo significativo rispetto al passato.
Quattro materie “guidate” dal Ministero
La principale novità della Maturità 2026 riguarda proprio la selezione delle materie oggetto del colloquio. Gli studenti saranno interrogati su quattro discipline stabilite ogni anno dal Ministero, differenziate in base all’indirizzo di studi. Tra queste rientrano stabilmente Italiano e la materia oggetto della seconda prova scritta, mentre le altre due vengono individuate per completare il quadro formativo dell’esame. Secondo le indicazioni ufficiali, le discipline vengono comunicate entro la fine di gennaio, lasciando agli studenti alcuni mesi per organizzare la preparazione in modo mirato.
Come cambia il colloquio orale
Il nuovo formato dell’orale punta a rendere la prova più strutturata e meno imprevedibile. L’interrogazione si apre generalmente con una breve presentazione del percorso dello studente, anche attraverso il Curriculum dello studente, per poi svilupparsi sulle quattro materie di riferimento. Nel corso del colloquio possono essere inseriti collegamenti con educazione civica e PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento), con l’obiettivo di valutare non solo le conoscenze disciplinari, ma anche la capacità di ragionamento e di collegamento tra contenuti diversi.
Durata, punteggio e valutazione
La durata del colloquio è compresa indicativamente tra i 40 e i 60 minuti. La prova contribuisce fino a 20 punti sul punteggio finale dell’esame di Stato e rimane obbligatoria: la mancata presentazione all’orale comporta automaticamente la non idoneità alla maturità. La valutazione non si limita alla correttezza delle risposte, ma considera anche la capacità argomentativa, la coerenza espositiva e l’attitudine a sviluppare collegamenti interdisciplinari.
Obiettivo della riforma
Secondo il Ministero, la riforma del colloquio orale mira a ridurre l’improvvisazione e a valorizzare una preparazione più solida e consapevole. L’intento è quello di rendere l’esame più omogeneo su scala nazionale e di rafforzare la valutazione delle competenze piuttosto che della semplice memorizzazione.
Un esame sempre più strutturato
Con questa nuova impostazione, la Maturità 2026 conferma la tendenza degli ultimi anni verso una prova orale più guidata e meno lasciata al caso. Per gli studenti, si apre ora la fase decisiva dell’esame, quella in cui si gioca l’esito finale di anni di studio.
di Fausto Sacco
