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Melfi, sei misure cautelari per l’aggressione del 13 agosto: quattro in carcere e due minorenni in comunità

In BASILICATA, CRONACA, POTENZA
Settembre 26, 2026
L’operazione dei Carabinieri della Stazione di Melfi dopo le indagini coordinate dalle Procure di Potenza e presso il Tribunale per i Minorenni. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di tentato omicidio aggravato in concorso e porto ingiustificato di armi.

Sei persone, quattro maggiorenni e due minorenni, sono state raggiunte questa mattina da altrettante misure cautelari eseguite dai Carabinieri della Stazione di Melfi. I provvedimenti sono stati emessi dai rispettivi GIP a seguito delle richieste della Procura della Repubblica di Potenza e della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del capoluogo lucano.  Al centro dell’inchiesta c’è una violenta aggressione avvenuta nella serata del 13 agosto 2026, che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe maturata nell’ambito di precedenti dissidi familiari. La vittima, un uomo originario di Melfi e residente in provincia di Salerno, sarebbe stata fermata mentre percorreva una strada a bordo di un’automobile insieme al fratello. Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe quindi dato vita a una violenta aggressione armata. L’uomo sarebbe stato colpito alla nuca con un corpo contundente e raggiunto ripetutamente al torace con un coltello. Le ferite riportate avrebbero interessato anche organi vitali, provocando lesioni gravissime. Le indagini, condotte dai militari della Stazione dei Carabinieri di Melfi sotto il coordinamento delle due Procure, avrebbero consentito di ricostruire la dinamica dell’aggressione e di raccogliere un quadro indiziario ritenuto dagli inquirenti sufficientemente solido per procedere con le misure cautelari.  Per i quattro maggiorenni è stato disposto il trasferimento in carcere, mentre per i due minorenni è stato disposto il collocamento in strutture comunitarie. Alla base delle decisioni dell’autorità giudiziaria anche il concreto pericolo, evidenziato dalle Procure, di reiterazione dei reati. L’inchiesta resta tuttavia nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte sono attualmente indagate e la loro eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento, fino a una sentenza definitiva.

di Marco Iandolo