Si chiude definitivamente la porta del possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026. Nelle ultime settimane, complice l’escalation militare che coinvolge l’Iran nel conflitto con Stati Uniti e Israele, si erano rincorse indiscrezioni e speranze legate a un’eventuale esclusione della nazionale asiatica dalla competizione in programma il prossimo giugno tra Stati Uniti, Canada e Messico. Ma dalla FIFA è arrivata una presa di posizione chiara e definitiva. Il presidente Gianni Infantino, intervenendo al Congresso FIFA di Vancouver, ha confermato che l’Iran parteciperà regolarmente alla Coppa del Mondo, spegnendo di fatto ogni ipotesi legata a un possibile inserimento dell’Italia nel torneo. “L’Iran giocherà i Mondiali”, avrebbe dichiarato il numero uno della federazione internazionale, ribadendo il ruolo dello sport come strumento di unione anche in un contesto internazionale particolarmente delicato. Negli ambienti calcistici italiani, la possibilità di un clamoroso ripescaggio aveva alimentato dibattiti e discussioni soprattutto dopo il peggioramento della situazione geopolitica in Medio Oriente. Tuttavia, la FIFA non ha mai aperto alcun procedimento ufficiale nei confronti della federazione iraniana, che continua regolarmente il percorso di preparazione verso il Mondiale. Anche dal punto di vista regolamentare, l’eventuale esclusione dell’Iran non avrebbe automaticamente favorito l’Italia. In caso di rinuncia o squalifica, infatti, la sostituzione sarebbe probabilmente avvenuta all’interno della Confederazione asiatica, premiando una nazionale appartenente alla stessa area continentale. A raffreddare ulteriormente le aspettative era stato anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che nei giorni scorsi aveva sottolineato come la qualificazione ai Mondiali “si conquista sul campo”, escludendo l’idea di una partecipazione ottenuta per vie straordinarie. Per gli Azzurri, dunque, resta l’amarezza di un’altra occasione mancata e la necessità di ripartire da una profonda riflessione sul futuro del calcio italiano. Dopo le assenze ai Mondiali del 2018 e del 2022, l’eventuale esclusione anche dall’edizione 2026 rappresenterebbe un colpo durissimo per il movimento azzurro, chiamato ora a ricostruire credibilità e competitività internazionale.
di Mat. Lib.
