273 views 3 mins 0 comments

Nocera Inferiore, undici anni di carcere per Vincenzo Zullo, ritenuto l’erede del clan di Cava de’ Tirreni

In CAMPANIA, CRONACA, SALERNO
Settembre 21, 2026
La seconda sezione del Tribunale di Nocera Inferiore ha condannato in primo grado il 45enne cavese. Secondo l’accusa, avrebbe continuato a impartire ordini anche durante la detenzione, gestendo un sistema di prestiti usurari ed estorsioni.

Undici anni di reclusione. È la pena inflitta in primo grado dalla seconda sezione del Tribunale di Nocera Inferiore a Vincenzo Zullo, 45 anni, originario di Cava de’ Tirreni, indicato dagli inquirenti come il primogenito e il possibile successore del capoclan Dante Zullo. La sentenza arriva al termine di un procedimento nel quale la Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno ha sostenuto l’esistenza di un sistema criminale radicato nel territorio cavese, caratterizzato, secondo l’impianto accusatorio, da prestiti a tassi usurari e richieste estorsive ai danni di imprenditori e soggetti attivi nel mondo dello spaccio. Uno degli aspetti ritenuti centrali nell’inchiesta riguarda la capacità che, secondo l’accusa, Zullo avrebbe avuto di mantenere i contatti con l’esterno anche durante la detenzione. Per le comunicazioni sarebbero stati utilizzati telefoni cellulari e utenze intestate fittiziamente a un cittadino straniero originario del Bangladesh. Attraverso questo sistema, sempre secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero stati impartiti ordini a presunti emissari presenti sul territorio. Tra gli episodi finiti al centro dell’inchiesta figura quello relativo a un distributore di giocattoli, che sarebbe stato costretto a corrispondere interessi ritenuti sproporzionati rispetto a un debito iniziale di circa 40mila euro. Una vicenda che, secondo gli inquirenti, avrebbe rappresentato uno degli esempi del meccanismo di pressione economica contestato al gruppo. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, erano nate nell’ambito di una più ampia attività investigativa sul traffico di droga tra Basilicata e Puglia. Gli approfondimenti avrebbero poi consentito agli investigatori di ricostruire ulteriori rapporti e dinamiche riconducibili, secondo l’accusa, al territorio di Cava de’ Tirreni. Nel fascicolo sono confluiti anche elementi relativi a presunte richieste di denaro nei confronti di soggetti impegnati nello spaccio di stupefacenti nella frazione di Santa Lucia, episodio che avrebbe contribuito a delineare, nella prospettiva accusatoria, il controllo esercitato dal gruppo su una parte delle attività illecite della zona. Il procedimento giudiziario, tuttavia, non si conclude per tutti gli imputati con la sentenza pronunciata nei confronti di Zullo. Tre presunti complici hanno scelto il dibattimento ordinario e le loro posizioni saranno pertanto affrontate separatamente. La sentenza nei confronti di Zullo è, al momento, una pronuncia di primo grado. La motivazione completa sarà depositata entro novanta giorni e consentirà di conoscere nel dettaglio le argomentazioni con cui i giudici hanno valutato le accuse e le prove portate nel processo.

di Marco Iandolo