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Nuove ZPS nel Casertano, Coldiretti alza la voce: “Servono regole certe, non decisioni calate dall’alto”

In CAMPANIA, Caserta, ECONOMIA
Settembre 27, 2026
Quattro nuove Zone di Protezione Speciale tra Castel Volturno, Cancello ed Arnone e Mondragone. L’organizzazione agricola chiede un tavolo urgente con gli assessorati regionali all’Agricoltura e all’Ambiente: “Tutela dell’ambiente e produzione agricola devono poter convivere”.

La tutela dell’ambiente torna al centro del confronto politico e istituzionale nel Casertano. A riaccendere i riflettori sulla questione è la costituzione di quattro nuove Zone di Protezione Speciale (ZPS) individuate nel territorio compreso tra Castel Volturno, Cancello ed Arnone e Mondragone.  Le nuove aree, istituite con la Delibera regionale n. 351 del 30 giugno, riguardano le zone denominate Aree agricole interne Castel Volturno e Cancello Arnone, Monte Origlio e Bosco Cuccari, Monteverde e Mondragone. Dal 6 luglio è scattato il regime di tutela previsto dalla normativa europea, in attesa della definizione delle specifiche misure di conservazione. È proprio sulle possibili conseguenze per il comparto agricolo che si concentra la preoccupazione di Coldiretti Caserta, che ha scritto agli assessorati regionali all’Agricoltura e all’Ambiente chiedendo una convocazione urgente. Il punto sollevato dall’organizzazione agricola è soprattutto quello del rapporto tra la necessità di proteggere habitat e avifauna e la continuità delle attività delle imprese che operano quotidianamente nelle aree interessate. Secondo Coldiretti, l’introduzione del nuovo regime di tutela rischia infatti di determinare ulteriori vincoli e adempimenti, creando incertezza sulla gestione dei terreni e sulla programmazione degli investimenti. “Siamo i primi a difendere l’ambiente, perché senza terra fertile e ambiente sano non c’è agricoltura. Ma non si può tutelare la natura mettendo in ginocchio chi la custodisce”, afferma il presidente di Coldiretti Caserta, Enrico Amico. Una posizione che punta a riportare la questione sul terreno del confronto istituzionale. Coldiretti sostiene infatti che il provvedimento sia stato adottato senza un adeguato coinvolgimento preventivo del mondo agricolo, nonostante le nuove aree interessino un territorio caratterizzato da una significativa presenza di aziende agricole e zootecniche.  “Questa decisione è stata presa senza un confronto con il mondo agricolo e ricade su uno dei territori più produttivi della nostra provincia, tra zootecnia bufalina, orticoltura e seminativi”, sottolinea Amico. La questione, dunque, non riguarda soltanto la perimetrazione delle nuove aree protette, ma investe direttamente la programmazione economica delle imprese. Gli agricoltori chiedono di conoscere con chiarezza quali attività potranno essere svolte, quali saranno sottoposte a limitazioni e quali eventuali procedure dovranno essere seguite per la gestione ordinaria dei terreni. Da qui la richiesta di Coldiretti alla Regione di aprire un confronto con le organizzazioni agricole prima che l’applicazione delle nuove misure possa tradursi, secondo l’associazione, in ulteriori difficoltà operative per le aziende. “Le nostre imprese hanno bisogno di certezze, non di divieti. Come si concilia questo vincolo con la gestione quotidiana dei campi, con gli investimenti già fatti, con i piani di sviluppo?”, chiede il presidente di Coldiretti Caserta.  Il confronto chiamato in causa è quindi tra due esigenze che, almeno nelle intenzioni espresse da Coldiretti, non dovrebbero essere considerate contrapposte: da una parte la protezione della biodiversità e degli habitat, dall’altra la salvaguardia della capacità produttiva delle aziende agricole.  L’organizzazione chiede pertanto agli assessorati regionali competenti di aprire un tavolo urgente per verificare le ricadute concrete delle nuove ZPS e individuare un possibile punto di equilibrio tra tutela ambientale e attività produttive.  Ora l’attenzione è rivolta alla Regione Campania. Coldiretti Caserta attende una convocazione dagli assessorati all’Agricoltura e all’Ambiente per affrontare nel dettaglio le conseguenze del nuovo regime di tutela e chiarire il quadro delle regole che interesseranno le aziende agricole coinvolte. La partita, dunque, è appena iniziata: la sfida istituzionale sarà capire se la tutela ambientale potrà essere accompagnata da regole chiare e da un confronto effettivo con chi quelle aree le coltiva e le vive ogni giorno.

di Fausto Sacco