Nuove Cronache

Ordine degli Architetti di Avellino sul Piano Paesaggistico della Campania: “Il paesaggio leva strategica per lo sviluppo delle aree interne”

L’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Avellino ha trasmesso alla Regione Campania, alla Provincia di Avellino e a tutti i Comuni irpini un documento di indirizzo dedicato al nuovo Piano Paesaggistico Regionale (PPR). Il contributo, elaborato dal Gruppo di lavoro interno nella giornata del 18 maggio 2026, si inserisce nel dibattito sulla definizione dello strumento di pianificazione regionale con un approccio tecnico e propositivo.  Il documento dell’Ordine non si limita a una lettura conservativa del paesaggio, ma ne propone una visione più ampia, considerandolo una leva strategica per lo sviluppo sostenibile e per la rigenerazione delle aree interne. Un’impostazione che punta a superare la tradizionale dicotomia tra tutela e trasformazione, promuovendo invece una pianificazione integrata e orientata alla qualità territoriale.

Un piano basato su conoscenza condivisa e aggiornata

Tra i punti centrali del documento figura la richiesta di costruire il futuro Piano Paesaggistico Regionale su basi conoscitive aggiornate e condivise con gli enti locali. Secondo l’Ordine degli Architetti di Avellino, solo un quadro conoscitivo solido può garantire scelte coerenti con le reali esigenze dei territori.   Particolare attenzione viene posta alla necessità di valorizzare i paesaggi rurali, forestali e fluviali, considerati elementi fondamentali dell’identità campana. Allo stesso tempo, il documento sottolinea l’importanza di rafforzare l’attrattività dei piccoli centri, spesso marginalizzati dai principali processi di sviluppo, ma ricchi di potenzialità in termini culturali, ambientali ed economici.

Turismo lento e nuove economie territoriali

Nel contributo viene inoltre evidenziata la necessità di promuovere nuove economie legate al territorio e forme di turismo lento, capaci di coniugare sostenibilità ambientale e valorizzazione delle risorse locali. L’obiettivo è quello di costruire modelli di sviluppo alternativi rispetto alle dinamiche urbane tradizionali, puntando sulle specificità delle aree interne e sulla loro capacità di attrarre flussi turistici consapevoli.

Maggiore partecipazione e tavoli istituzionali

Tra le proposte avanzate dall’Ordine figurano il rafforzamento dei tavoli tecnico-istituzionali tra Regione, Comuni e ordini professionali, insieme all’ampliamento dei processi partecipativi rivolti alle comunità locali. L’intento è quello di rendere la pianificazione paesaggistica un processo condiviso, in cui le decisioni non siano calate dall’alto ma costruite attraverso il confronto tra istituzioni, tecnici e cittadini. In questa prospettiva viene anche richiesto un riconoscimento più esplicito del ruolo di architetti, pianificatori e paesaggisti nella definizione dei modelli di sviluppo territoriale, soprattutto nei contesti caratterizzati da forte fragilità ma anche da elevate potenzialità di rigenerazione.

Il ruolo dell’Ordine nei processi di pianificazione

L’Ordine ha infine sollecitato una programmazione chiara delle attività di confronto con gli estensori del Piano e con la Cabina di regia regionale, ribadendo la piena disponibilità a collaborare nella fase di elaborazione e attuazione del nuovo strumento. “Il documento rappresenta il risultato di un lavoro condiviso e partecipato, frutto di competenze multidisciplinari e di un confronto costante sui temi della tutela e dello sviluppo dei territori”, ha dichiarato il presidente dell’Ordine, Vincenzo De Maio. Il presidente ha inoltre sottolineato come l’Ordine si ponga come interlocutore qualificato nei processi di pianificazione territoriale, in grado di mettere a disposizione delle istituzioni competenze tecniche e capacità di ascolto delle comunità locali.

di Mat. Lib.

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