Il percorso verso l’unità del centrosinistra riparte dalla scuola. È questo il messaggio emerso dal Revolution Camp, l’appuntamento organizzato dall’Unione degli Universitari e dalla Rete degli Studenti Medi nel camping di Paestum, dove i principali esponenti delle forze di opposizione hanno lanciato segnali di apertura reciproca in vista della ripresa dell’attività politica di settembre. Davanti a centinaia di studenti provenienti da tutta Italia, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni e la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, esponente del Movimento 5 Stelle, hanno individuato nell’istruzione uno dei principali terreni di convergenza. Schlein ha ribadito la volontà di costruire un fronte comune, pur riconoscendo l’esistenza di differenze tra le opposizioni. “Siamo testardamente unitari”, ha dichiarato, sottolineando come già oggi esistano numerose proposte condivise e come da settembre si possa lavorare a una sintesi politica più ampia. Nel mirino delle opposizioni è finito il decreto del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, definito dalla leader democratica “una vergogna”. Secondo Schlein, limitare il diritto allo studio significa compromettere le prospettive delle nuove generazioni e, di conseguenza, il futuro del Paese. Per la segretaria del Pd, la formazione nelle scuole, nelle università e negli istituti tecnici deve essere rafforzata, non ridimensionata. Sulla stessa linea Nicola Fratoianni, che ha allargato il confronto alle difficoltà vissute dai giovani italiani. Il leader di Avs ha accusato il Governo di concentrarsi esclusivamente sul tema dell’immigrazione, trascurando invece il fenomeno dell’emigrazione giovanile. “Troppi ragazzi lasciano l’Italia perché costretti a fare i conti con precarietà, insicurezza e mancanza di prospettive”, ha affermato, criticando inoltre la crescita delle spese militari. Fratoianni ha anche invitato gli alleati a evitare una discussione prematura sulla leadership della coalizione. “Se non parliamo del programma finiremo per perdere”, ha osservato, aggiungendo che soltanto un’eventuale modifica della legge elettorale potrebbe rendere necessaria l’individuazione anticipata di un candidato comune. A chiudere gli interventi è stata Mariolina Castellone, che ha rivolto un messaggio diretto agli studenti, riconoscendo le responsabilità della politica nel crescente distacco delle nuove generazioni dalla partecipazione pubblica. “Se i giovani partecipano poco alla politica, la colpa è della politica”, ha dichiarato, promettendo maggiore ascolto e un coinvolgimento più concreto delle nuove generazioni nelle scelte future. L’incontro di Paestum rappresenta così il primo banco di prova per una possibile ricomposizione del centrosinistra. La scuola, il diritto allo studio e le politiche per i giovani sembrano essere i temi da cui Pd, Avs e Movimento 5 Stelle intendono ripartire per costruire un’agenda comune in vista dell’autunno politico.
di Fausto Sacco
