“Il mini-ticket va abolito”. È netta la posizione dei Giovani Democratici della Basilicata, che contestano la decisione della Regione di introdurre un contributo di 2,50 euro su ogni ricetta medica. A intervenire sono il segretario regionale dei GD, Marco Di Geronimo, e il presidente regionale Giuseppe Lopergolo, all’indomani del flash mob promosso dai sindacati confederali e dei pensionati contro il provvedimento. Per i due esponenti dei Giovani Democratici si tratta di una misura “sconsiderata”, che finisce per pesare soprattutto su anziani, persone malate e famiglie già alle prese con l’aumento del costo della vita. “Il bilancio regionale non può pagarlo chi si ammala solo perché Bardi e Latronico non sanno fare i conti”, affermano Di Geronimo e Lopergolo, accusando la maggioranza di centrodestra di una gestione finanziaria che, a loro giudizio, si trascina da anni tra “improvvisazione, bonus a pioggia e tagli ai servizi essenziali”. Al centro della polemica anche la platea dei cittadini interessati dal mini-ticket. I GD rilanciano la denuncia dei sindacati, secondo cui la misura potrebbe riguardare oltre il 55% della popolazione lucana, una percentuale ben superiore al 30% indicato dall’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico. “È tempo che i sacrifici li faccia chi può farli e non sempre chi è già in difficoltà”, sostengono i dirigenti dei Giovani Democratici, chiedendo alla Regione di intervenire immediatamente per revocare il contributo. In alternativa, suggeriscono di rivedere i bonus regionali secondo criteri di maggiore progressività e di ridurre le spese considerate non prioritarie. La mobilitazione sul mini-ticket diventa così, per i GD, anche un’occasione per rilanciare il tema dell’unità del centrosinistra. I Giovani Democratici hanno partecipato alla manifestazione insieme ai sindacati e ai vicesegretari regionali del partito Pippo Sambogna e Antonio Mastrangelo. “L’alternativa a questa destra inadeguata si può costruire solo insieme”, concludono Di Geronimo e Lopergolo, invitando tutto il centrosinistra lucano a trasformare la battaglia contro il mini-ticket in una mobilitazione più ampia sulle politiche sanitarie e sulla gestione della Regione.
di Fausto Sacco

