
Con il giuramento sulla Costituzione italiana pronunciato nel corso della prima seduta del Consiglio provinciale, Fausto Picone ha ufficialmente inaugurato il suo mandato alla guida della Provincia di Avellino. Un esordio istituzionale che, nelle parole del neo presidente, rappresenta soltanto l’atto formale di un percorso già avviato all’indomani dell’elezione. “La Provincia di Avellino ha bisogno di risposte immediate e non può più attendere”, ha dichiarato Picone davanti all’assemblea consiliare, sottolineando la volontà di imprimere da subito un cambio di passo all’azione amministrativa. La parola chiave della nuova gestione sembra essere “discontinuità”. Un concetto che il presidente ha voluto tradurre in atti concreti già nelle prime settimane di lavoro, dedicate allo studio dei principali dossier dell’Ente insieme ai dirigenti provinciali. Tra le priorità figura il futuro di Irpiniambiente. L’obiettivo indicato da Picone è chiaro: mantenere integralmente pubblica la gestione del servizio e rafforzarne la sostenibilità economica attraverso un’azione di recupero crediti nei confronti dei novantatré comuni che risultano morosi sul versamento della Tari. Parallelamente, l’amministrazione provinciale intende procedere alla scissione del ramo d’azienda in stretta collaborazione con l’Eda, nell’ottica di una riorganizzazione complessiva del settore. Altro fronte strategico è quello di Sistema Irpinia. Il presidente ha già disposto l’azzeramento dei vertici della fondazione, una scelta che segna una netta inversione di rotta rispetto al recente passato e che punta a rilanciare l’organismo partendo dalla sua missione originaria. Al centro della nuova programmazione ci sarà il “Turismo delle radici”, individuato come uno degli strumenti più efficaci per valorizzare il territorio e rafforzare il legame con le comunità irpine nel mondo. Ma la visione di Picone va oltre la gestione dei singoli dossier. Il presidente ha infatti ribadito l’intenzione di restituire alla Provincia un ruolo centrale nel coordinamento istituzionale del territorio, trasformandola nella vera “casa dei sindaci”. Un luogo aperto al confronto, all’ascolto e alla condivisione delle scelte amministrative, capace di superare logiche centralistiche e favorire una maggiore collaborazione tra gli enti locali. In questa direzione si inserisce anche la decisione di assegnare prossimamente deleghe operative ai consiglieri provinciali, coinvolgendoli direttamente nell’attività amministrativa. Un modello che punta a valorizzare tutte le rappresentanze politiche presenti in Consiglio. Non solo principi, ma anche segnali concreti. Già da oggi, infatti, ogni gruppo consiliare potrà contare su uno spazio dedicato all’interno di Palazzo Caracciolo per incontrare sindaci e amministratori del territorio. Una scelta che, nelle intenzioni del presidente, vuole garantire pari dignità istituzionale e piena partecipazione politica a tutti gli eletti. Si apre così una nuova fase per Palazzo Caracciolo, all’insegna di una governance che promette rigore gestionale, coinvolgimento degli amministratori locali e una forte accelerazione sui temi ritenuti strategici per il futuro dell’Irpinia.
di Marco Iandolo