Un appello che suona come una presa di posizione netta contro le logiche dei partiti tradizionali e degli schieramenti nazionali. In vista del rinnovo della presidenza della Provincia di Avellino, il sindaco di Santo Stefano del Sole, Gerardo Santoli, interviene nel dibattito politico con una proposta chiara: riportare la scelta del futuro presidente nelle mani dei sindaci e dei consiglieri comunali del territorio. “Ma quale centrodestra o campo largo? Il prossimo presidente della Provincia lo sceglieranno i sindaci e i consiglieri dei paesi irpini”, afferma Santoli, richiamando la natura di secondo livello dell’ente provinciale. Un sistema che, secondo il primo cittadino, deve tornare alla sua funzione originaria di rappresentanza diretta dei Comuni, superando le dinamiche di partito.
“La Provincia torni Casa dei Comuni”
Nel suo intervento, Santoli non risparmia critiche al ruolo delle segreterie politiche regionali e nazionali, accusate di condizionare scelte che dovrebbero invece maturare nei territori. “Il prossimo inquilino di Palazzo Caracciolo sarà il sindaco d’Irpinia e il presidente di tutti, lontano dalle appartenenze che tanti danni hanno fatto al nostro territorio”, sottolinea. L’idea centrale è quella di una Provincia intesa come “Casa dei Comuni”, dove gli amministratori locali possano esprimere direttamente una guida condivisa, senza imposizioni dall’alto.
Un presidente “carismatico” per rilanciare l’Irpinia
Oltre alla dimensione politica, Santoli delinea anche una visione programmatica per il futuro dell’ente. La Provincia dovrebbe, secondo il sindaco, dotarsi di una leadership forte e riconosciuta, capace di valorizzare l’identità territoriale e promuovere l’Irpinia oltre i confini regionali. “Serve un presidente carismatico, capace di portare l’Irpinia a recitare un ruolo da protagonista in Campania e in Italia”, afferma, indicando tre direttrici principali: rappresentanza di tutti i Comuni, capacità amministrativa e promozione del territorio come “brand” unitario.
Civismo e autonomia territoriale
Santoli rilancia inoltre un’idea di coalizione civica trasversale, basata sull’autonomia degli amministratori locali rispetto agli schieramenti politici tradizionali. Un approccio che definisce “civismo di ritorno” e che, nelle sue intenzioni, dovrebbe rappresentare una via alternativa alla contrapposizione tra blocchi nazionali. “Voglio sgombrare ogni dubbio: il fatto che sia io a lanciare l’appello significa che non sono in corsa per alcuna candidatura», precisa il sindaco, sottolineando di voler contribuire esclusivamente a un percorso condiviso tra territori.
Verso il voto di secondo livello
Con l’avvicinarsi delle elezioni provinciali, il dibattito si sposta dunque sul ruolo degli amministratori locali e sugli equilibri interni ai Comuni irpini. Da un lato le coalizioni politiche tradizionali, dall’altro la proposta di una scelta autonoma e territoriale. Una sfida aperta che, nelle prossime settimane, definirà non solo il nome del nuovo presidente di Palazzo Caracciolo, ma anche il modello di governance della Provincia di Avellino.
di Marco Iandolo
