Nuove Cronache

Provincia di Benevento, si accende la corsa al voto del 26 luglio: strategie, veti e retroscena politici

L’anticipo al 26 luglio delle elezioni per il rinnovo della presidenza della Provincia di Benevento riaccende il confronto politico sul territorio sannita, tra interpretazioni divergenti e strategie ancora in via di definizione. Una scelta che, al di là degli aspetti formali, viene letta da più parti come un’accelerazione dettata da valutazioni politiche più che da reali esigenze amministrative.   Nel quadro attuale, il presidente uscente Nino Lombardi parte da una posizione di netto vantaggio, forte di una maggioranza solida tra i sindaci e i consiglieri comunali chiamati al voto di secondo livello. Non mancano, inoltre, ipotesi di sostegni trasversali che potrebbero rafforzarne ulteriormente la candidatura, in un contesto in cui gli equilibri appaiono sostanzialmente invariati rispetto alla precedente tornata amministrativa. Secondo alcune letture politiche, l’accelerazione del voto potrebbe essere legata anche alla volontà di chiudere rapidamente la partita istituzionale, evitando possibili ripercussioni derivanti da vicende giudiziarie e tensioni interne che coinvolgono l’area vicina al sindaco di Benevento Clemente Mastella.   Sul fronte del centrodestra, invece, la situazione resta frammentata. Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega non sono riusciti a convergere su un nome unitario, presentando scenari paralleli e concorrenti: Carmine Agostinelli per Fratelli d’Italia, Claudio Cataudo per Forza Italia e Pasquale Viscusi per la Lega. Una divisione che rischia di pesare significativamente sull’esito della competizione.   Più incerto il quadro nel centrosinistra, dove il Partito Democratico è impegnato nella ricerca di una sintesi con le altre forze dell’area progressista. Tramontata l’ipotesi di una candidatura di Umberto Del Basso De Caro, il gruppo dirigente valuta se presentare un proprio nome o tentare un’eventuale apertura a soluzioni condivise, anche se al momento lo scenario appare tutt’altro che definito.  In questo contesto, la corsa alla presidenza della Provincia si configura come una partita ancora aperta sul piano delle alleanze, ma con un baricentro politico che, almeno per ora, sembra restare saldo nelle mani del presidente uscente.

di Marco Iandolo

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