Salvaguardare i Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, tenendo conto delle particolari condizioni geografiche e delle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che caratterizzano questi territori. È questo l’obiettivo della mozione presentata in Consiglio regionale dal gruppo del Partito Democratico della Campania, sottoscritta da tutti i componenti e con primo firmatario Francesco Picarone. La richiesta arriva in un momento che, secondo i consiglieri dem, presenta condizioni diverse rispetto al passato. Al centro della discussione c’è infatti la programmazione della rete materno-infantile regionale e, in particolare, la delibera di Giunta regionale n. 418 del 2025, della quale il gruppo PD chiede il riesame e il ritiro. “La tutela del diritto alla salute non può essere affidata esclusivamente a parametri numerici che non tengano conto delle caratteristiche dei territori”, sostengono i consiglieri regionali del Partito Democratico, sottolineando la necessità di considerare anche distanze, collegamenti e condizioni di accessibilità alle strutture ospedaliere alternative. A incidere sul nuovo scenario è, secondo quanto evidenziato nella mozione, l’uscita della Campania dal Piano di Rientro sanitario. Il 27 marzo 2026, ricordano i consiglieri, il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha accolto la richiesta della Regione. Da qui la convinzione del gruppo PD che si siano create condizioni differenti per la programmazione della rete sanitaria regionale. Il tema riguarda in particolare tre territori già individuati dalla legislazione regionale come aree caratterizzate da difficoltà nella fruizione dei servizi sanitari. La legge regionale n. 11 del 22 luglio 2025, infatti, ricomprende Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese tra le zone disagiate, indicando tra gli obiettivi il potenziamento dell’assistenza sanitaria. Il gruppo consiliare ricorda inoltre che già lo scorso 21 maggio la Commissione Sanità del Consiglio regionale aveva approvato una risoluzione con la quale si impegnava la Giunta a modificare la DGR 418/2025, a predisporre una nuova programmazione della rete materno-infantile e a mettere a punto un piano straordinario per il potenziamento dei tre Punti Nascita. La nuova mozione punta dunque a riaprire il confronto istituzionale sulla questione. Tra gli impegni rivolti al Presidente della Giunta regionale c’è la richiesta di sollecitare il Ministero della Salute sulla istanza di deroga già presentata per Sapri e di presentare, qualora non siano ancora state formalizzate, analoghe richieste per Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Il PD chiede inoltre alla Giunta di procedere al riesame in autotutela e al ritiro della DGR 418/2025, accompagnando tale scelta con una nuova deliberazione per la riorganizzazione della rete materno-infantile. Uno dei punti centrali della posizione espressa dai consiglieri riguarda il parametro dei 500 parti annui, utilizzato nella programmazione dei Punti Nascita. Secondo il gruppo dem, tale parametro non dovrebbe essere valutato isolatamente quando si tratta di aree caratterizzate da condizioni orografiche difficili, distanze significative dagli ospedali alternativi e particolari problemi di accessibilità. La sicurezza di madri e neonati, sottolineano i consiglieri, deve rimanere il criterio prioritario, ma dovrebbe essere accompagnata da modelli organizzativi in grado di garantire contemporaneamente sicurezza clinica e accessibilità ai servizi. “La nostra proposta non è quella di conservare l’esistente prescindendo dalle condizioni di sicurezza», precisano dal gruppo PD. L’obiettivo dichiarato è invece quello di arrivare a una «riorganizzazione seria, moderna e fondata su modelli di rete”, capace di mantenere adeguati standard assistenziali senza penalizzare ulteriormente le aree periferiche della regione. La mozione prevede anche l’apertura di tavoli istituzionali con i Comuni e le Aziende sanitarie interessate, oltre a un monitoraggio semestrale della mobilità sanitaria delle gestanti, distinguendo tra strutture pubbliche e strutture private accreditate. Previsto, infine, anche un aggiornamento periodico della Commissione Sanità sullo stato di avanzamento delle iniziative. Per il gruppo del Partito Democratico, la questione dei tre Punti Nascita va quindi affrontata all’interno di una più ampia riflessione sull’equità territoriale e sull’accesso ai servizi sanitari. “Ora che la Regione è uscita dal Piano di Rientro – sostengono i consiglieri – esistono condizioni nuove per affrontare la questione”. La palla passa dunque alla Giunta regionale, chiamata dal PD ad utilizzare gli spazi di autonomia programmatoria ritenuti oggi disponibili e ad aprire un nuovo confronto sulla rete materno-infantile, con particolare attenzione ai territori di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.
di Marco Iandolo

