Quella che doveva essere una giornata di protesta si è trasformata in una mobilitazione capace di coinvolgere diverse componenti della città, riunite attorno alla vertenza della Compagnia Unica Lavoratori Portuali (Culp) Flavio Gioia. Fin dalle prime ore del mattino, decine di lavoratori portuali, affiancati da rappresentanze provenienti anche da Napoli, hanno dato vita a un presidio davanti allo scalo commerciale di Salerno per manifestare solidarietà ai colleghi e contestare il diniego dell’Autorità di Sistema Portuale al contributo richiesto per i lavoratori. La protesta si svolge sotto lo sguardo di un imponente schieramento di forze dell’ordine, presente a tutela dell’ordine pubblico e della viabilità nell’area portuale. Il presidio, pur rallentando le operazioni, non ha determinato il blocco totale delle attività: camion e tir continuano a entrare e uscire dallo scalo a intervalli, consentendo una parziale prosecuzione del traffico merci.
La solidarietà arriva anche dagli studenti
Nel corso della mattinata, alla mobilitazione si sono aggiunti anche gli studenti, con un corteo diretto verso il porto per esprimere vicinanza ai lavoratori coinvolti nella vertenza. Una presenza significativa, che ha ampliato la partecipazione alla protesta e rafforzato il legame tra la città e le maestranze portuali. La partecipazione studentesca assume anche un valore simbolico, in una mobilitazione che unisce idealmente Salerno e Napoli attorno alle difficoltà del lavoro portuale. Al centro della contestazione resta la richiesta di risposte concrete sul sostegno economico destinato ai lavoratori della Culp Flavio Gioia e sulle prospettive occupazionali legate alla vertenza.
L’arcivescovo Bellandi esprime vicinanza ai lavoratori
Alla protesta si aggiunge la solidarietà dell’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, monsignor Andrea Bellandi, che ha espresso sostegno alla causa dei portuali in una fase particolarmente delicata per il futuro lavorativo di numerose famiglie. Un segnale che si inserisce in un quadro di attenzione crescente attorno alla vertenza, nella quale le questioni economiche e occupazionali si intrecciano con le preoccupazioni per la tenuta sociale di un settore importante per il territorio.
Gli striscioni della Curva Sud Siberiano
La vicinanza ai lavoratori si era manifestata già nella notte precedente, quando in diversi punti della città sono comparsi striscioni firmati dagli ultras della Curva Sud Siberiano. Messaggi chiari, rivolti ai portuali e alla loro battaglia, con parole che li definiscono “figli della nostra città”.Un gesto che testimonia come la solidarietà abbia superato i confini degli ambienti sindacali e lavorativi, coinvolgendo realtà diverse del tessuto cittadino. La giornata davanti al porto di Salerno restituisce così l’immagine di una protesta che, partita da una specifica rivendicazione economica, si è progressivamente allargata, raccogliendo il sostegno di lavoratori, studenti e rappresentanti della comunità. Resta ora da capire quali sviluppi avrà il confronto con l’Autorità di Sistema Portuale e quali risposte arriveranno alle richieste della Culp Flavio Gioia. Per i lavoratori, la questione non riguarda soltanto il contributo negato, ma anche le prospettive di stabilità occupazionale e la tutela delle famiglie che dipendono dal lavoro portuale.
di Fausto Sacco


