Un’ondata di solidarietà e di protesta ha attraversato le porte di Leonardo a Genova questa mattina, dove i lavoratori, incitati dalla Fiom, hanno indetto uno sciopero per rivendicare la parità di trattamento tra i dipendenti diretti e quelli impiegati tramite appalti esterni.
Il sindacato Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) ha espresso ampio sostegno all’azione collettiva che ha visto l’adesione numerosa dei lavoratori di Leonardo. La protesta si è snodata in un corteo deciso, con i partecipanti allineati sul medesimo fronte, quello della giustizia contrattuale e dell’equità delle condizioni lavorative.
In un contesto dove spesso il lavoro viene frammentato attraverso un sistema di appalti, i dipendenti che svolgono le stesse mansioni di quelli assunti direttamente si trovano a subire l’applicazione di contratti diversi, spesso più svantaggiosi, in termine di diritti e retribuzioni.
La Rsu Fiom Leonardo Genova evidenzia come, al di là dello sforzo compiuto per rinnovare il contratto integrativo aziendale, si debba ancora lavorare per garantire quel principio fondamentale di equità: “stessa mansione, stesso contratto”. La vertenza solleva anche la questione dell’assunzione diretta in Leonardo e nelle sue controllate, per coloro i quali già operano in mansioni aziendali attraverso contratti esternalizzati.
L’evento non è passato inosservato nell’ambito industriale genovese e non solo. Membri e delegazioni provenienti da altre realtà come ABB, Fincantieri e Acciaierie d’Italia si sono uniti in segno di solidarietà alla causa dei tecnici e degli ingegneri della Leonardo, nonché di tutti coloro che si trovano nelle medesime condizioni di disparità contrattuale.
Di fronte alla risposta determinata e partecipata dello sciopero, diventa impellente la necessità per Leonardo, primaria azienda all’interno della Federmeccanica, di ascoltare e rispondere all’appello lanciato con insistenza dai propri lavoratori. La richiesta e l’auspicio sono quelli di raggiungere una situazione lavorativa che assicuri salari equi e condizioni dignitose per tutti, sopprimendo quel divario che attualmente discrimina i più vulnerabili e frammentati dal punto di vista occupazionale.
La protesta odierna si inserisce in un contesto socio-economico più ampio, in cui la questione degli appalti a basso costo e la conseguente disparità di trattamento è un argomento di dibattito e di confronto urgente. Leonardo, come azienda leader, ha ora l’opportunità non solo di ascoltare, ma anche di diventare pioniere per un cambiamento positivo nel settore della metalmeccanica e oltre.
