Nuove Cronache

Sparatoria a Montesanto, stretta dello Stato: Piantedosi a Napoli per il Comitato per l’ordine pubblico

Napoli torna sotto i riflettori dopo la violenta rissa con sparatoria avvenuta in piazzetta Montesanto, episodio che ha scosso la città e riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza urbana.   A seguito dei fatti, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato la sua presenza a Napoli per partecipare, mercoledì alle ore 14, alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. Una decisione arrivata in risposta alla gravità dell’episodio e al clima di allarme generato tra i cittadini.  Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotte dalla Polizia di Stato, lo scontro avrebbe coinvolto due gruppi contrapposti, entrambi armati, con dinamiche che potrebbero essere riconducibili a contrasti legati ad attività criminali, tra cui spaccio di droga e truffe agli anziani.  Nel corso delle attività investigative sono stati fermati diversi soggetti: tra questi un uomo trovato in possesso di una pistola non registrata e relativo munizionamento, un secondo individuo ritenuto responsabile di aver esploso colpi d’arma da fuoco e un terzo identificato mentre si aggirava armato di fucile d’assalto. Una donna è inoltre accusata di aver contribuito a occultare una delle armi utilizzate durante l’episodio. Le indagini proseguono per chiarire il ruolo di circa una decina di persone coinvolte, anche grazie ai numerosi video circolati sui social e alle immagini della videosorveglianza, ritenute decisive dagli investigatori per la ricostruzione dei fatti. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto nell’immediatezza un rafforzamento dei controlli nell’area interessata, mentre la magistratura continua a lavorare per ricostruire l’esatta dinamica e individuare eventuali ulteriori responsabilità. Sul fronte istituzionale, il questore di Napoli ha sottolineato l’efficacia delle indagini rapide e il ruolo centrale delle tecnologie di sorveglianza, evidenziando come una parte significativa dei casi più gravi venga ormai risolta anche grazie all’analisi dei sistemi video. L’episodio riporta al centro del dibattito anche il tema del rapporto tra microcriminalità giovanile e contesti camorristici, un intreccio che, secondo gli investigatori, in alcuni casi favorisce l’escalation di violenza nelle strade della città.

di Marco Iandolo

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