Un piano industriale definito “ambizioso”, capace di coniugare innovazione tecnologica, flessibilità produttiva e pragmatismo nella transizione energetica. Ma anche la richiesta, forte e immediata, di tradurre gli annunci in missioni produttive concrete per tutti gli stabilimenti italiani. È questo il messaggio emerso dall’Investor Day di Stellantis e dal confronto svoltosi oggi a Roma con le organizzazioni sindacali. Al centro del dibattito il piano “FaSTLAne 2030”, la strategia con cui il gruppo automobilistico punta a rinnovare la propria gamma attraverso nuovi modelli, piattaforme evolute e una proposta multi-energia che comprende motorizzazioni elettriche, ibride e termiche di nuova generazione. Una linea industriale che, secondo Fismic Confsal, conferma la necessità di affrontare la transizione del settore con “neutralità tecnologica” e attenzione alle reali esigenze del mercato. Nel corso dell’incontro sono state affrontate anche le prospettive dei principali stabilimenti italiani del gruppo. Per Torino viene confermata la continuità produttiva della 500 elettrica e ibrida, insieme al rafforzamento del ruolo direzionale e tecnologico attraverso il progetto Green Campus. Confermato inoltre il nuovo Ducato per Atessa, così come il percorso di lancio dei cinque modelli assegnati allo stabilimento di Melfi. Ribadita anche la strategicità di Modena per le attività Maserati, mentre a Pomigliano le future e-car dovranno affiancare, e non sostituire, la Pandina, considerata ancora centrale per il sito campano. Più delicata appare invece la situazione di Cassino e Termoli. Nel primo caso continua a pesare il massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, elemento che il sindacato considera motivo di forte preoccupazione. Per Termoli, invece, le prospettive sono legate alla produzione dei nuovi cambi e alla continuità del motore FireFly Euro 7, ma resta aperto il nodo della piena saturazione produttiva dello stabilimento. “La definizione di una strategia globale è certamente un fatto positivo — ha dichiarato dal congresso nazionale la futura segretaria generale Fismic Confsal, Sara Rinaudo — ora servono risposte concrete per tutti gli stabilimenti italiani. Gli annunci devono tradursi rapidamente in missioni produttive chiare, investimenti, nuovi modelli e volumi capaci di garantire occupazione e prospettiva industriale”. Secondo il sindacato, l’Italia deve continuare a rappresentare un asset strategico per il gruppo automobilistico grazie alle competenze industriali, tecnologiche e professionali presenti nel Paese. Un messaggio condiviso anche da Franco Mosca, segretario generale di Avellino, che ha sottolineato le prospettive positive per lo stabilimento di Pratola Serra: “La nuova piattaforma Pro One rappresenta una garanzia importante, perché offre elevata flessibilità produttiva e consente di adattarsi ai cambiamenti politici, geopolitici e strutturali, mettendo al riparo il futuro dello stabilimento”. Il confronto tra azienda e sindacati proseguirà nelle prossime settimane, ma il nodo centrale resta uno: trasformare la strategia globale di Stellantis in certezze industriali e occupazionali per il sistema produttivo italiano.
di Fausto Sacco
