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Twitter multata dall’AGCOM per pubblicità illecita sul gioco d’azzardo

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La piattaforma Twitter International Unlimited Company si trova di fronte a una sanzione pecuniaria di 1.350.000 euro, erogata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Nel corso della seduta tenutasi il 6 marzo, l’ente regolatore ha identificato una serie di infrazioni riguardanti la pubblicità relativa al gioco d’azzardo, attività vietata in base alle normative in vigore, in particolare l’articolo 9 del cosiddetto decreto dignità.

Le violazioni specifiche commesse dalla società sono state individuate in nove casi distinti, tutti legati ad account verificati dalla spunta blu che promuovevano attivamente siti di gioco e scommesse con premi in denaro. L’intervento dell’Agcom include la penalità finanziaria oltre a un ordine di oscuramento per i due account che non sono stati precedentemente bloccati dalla piattaforma durante la fase di indagine.

L’azione dell’autorità non si limita ai casi finora scoperti: Agcom ha infatti emanato un ulteriore provvedimento, che estende l’inibizione a qualunque altro contenuto illecito che venga caricato dai menzionati nove account post notifica dell’atto di contestazione. Tale decisione si inserisce in un contesto più ampio di contrasto alla pubblicità illegale del gioco online che ha visto Agcom imporre sanzioni rilevanti anche ad altre grandi piattaforme digitali, tra cui YouTube, Google, TikTok e Meta, con sanzioni che complessivamente superano gli 8 milioni di euro.

Questa misura rappresenta un chiaro messaggio da parte dell’autorità regolatrice intenzionata a preservare i consumatori italiani dall’esposizione a pratiche pubblicitarie considerate nocive, in particolare quelle legate al gioco d’azzardo, le cui ricadute sociali ed economiche sono da tempo oggetto di attento scrutinio e regolamentazione da parte delle istituzioni competenti.

L’AGCOM, attraverso queste azioni, riafferma il proprio impegno nella salvaguardia dei consumatori e nella promozione di un ambiente online sicuro e conforme alle norme vigenti, ponendo le basi per un dialogo maggiormente responsabilizzato fra le piattaforme di condivisione video e la necessità di tutelare gli utenti da contenuti pubblicitari potenzialmente dannosi.

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