La campagna vaccinale nelle farmacie resta al centro delle polemiche in Irpinia e nel Sannio. A sollevare la questione è Enzo Alaia, consigliere regionale e capogruppo di Casa Riformista-Noi Di Centro, che chiede alle ASL di Avellino e Benevento di chiarire le ragioni del mancato approvvigionamento delle dosi destinate alle farmacie territoriali. Secondo quanto denunciato da Alaia, mentre i vaccini sarebbero già stati distribuiti ai medici di medicina generale, le farmacie convenzionate non sarebbero ancora state messe nelle condizioni di garantire il servizio. Un ritardo che, sottolinea il consigliere, limita l’accesso alla prevenzione, soprattutto per anziani, persone fragili e cittadini che vivono nelle aree interne, dove la rete farmaceutica rappresenta un presidio sanitario di prossimità. Alaia chiede quindi ai vertici delle due aziende sanitarie di spiegare gli ostacoli amministrativi e organizzativi, individuare eventuali responsabilità e indicare tempi certi per lo sblocco delle forniture. Nel mirino anche la vaccinazione contro il Papillomavirus (HPV), per la quale le farmacie potrebbero svolgere un ruolo importante nell’informazione e nell’ampliamento dell’offerta vaccinale. La denuncia riguarda inoltre la prevenzione oncologica. Secondo il consigliere, l’ASL di Avellino non avrebbe ancora attivato, attraverso la rete delle farmacie, il programma di screening del tumore del colon-retto, basato sulla distribuzione e sulla raccolta dei kit per gli esami. Un servizio fondamentale per favorire la diagnosi precoce e raggiungere un numero maggiore di cittadini. “I cittadini irpini e sanniti non sono cittadini di serie B e il luogo di residenza non può diventare un fattore di penalizzazione nella tutela della salute”, è il messaggio di Alaia, che sollecita lo sblocco immediato delle forniture e l’attivazione dei servizi previsti. La richiesta è ora rivolta alle ASL, chiamate a chiarire la situazione e a garantire tempi certi per rendere pienamente operativa la prevenzione sul territorio.
di Marco Iandolo

