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Tra protesta e prevenzione: 172 bare in Piazza Scala per i morti sul lavoro

In ECONOMIA
Maggio 10, 2024

Il cuore di Milano, in una giornata densa di simbolismo e critica sociale, ha visto il dispiegamento di 172 bare in Piazza Scala, di fronte all’illustre Teatro alla Scala e al Palazzo Marino, sede del Comune. L’iniziativa, organizzata dalla UIL Lombardia, non solo ha occupato fisicamente lo spazio urbano ma ha anche permeato l’atmosfera con un messaggio profondo e inquietante, sollevando un grido contro l’epidemia silenziosa delle morti sul lavoro.

L’anno passato ha registrato in Lombardia 172 decessi dovuti a incidenti sul posto di lavoro, e i primi mesi del 2024 hanno già visto altre 41 vittime. Queste cifre non sono solo statistiche; rappresentano vite interrotte, famiglie spezzate e comunità segnate. L’eco di questi eventi tragici è stato il catalizzatore del raduno che ha visto la partecipazione di figure chiave come Enrico Vizza, segretario generale della UIL Lombardia, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, e altri rappresentanti sindacali e politici.

Il drammatico dispiego delle bare serve come un potente promemoria visivo di vite perse, ma anche come simbolo di protesta contro l’insufficienza delle misure preventive attuate nei luoghi di lavoro. Il messaggio portato dai partecipanti è chiaro: ogni incidente e ogni morte sul lavoro è una tragedia evitabile che chiede una risposta immediata e efficace da parte delle autorità e delle aziende.

Durante l’evento, sono state sollevate questioni critiche relative alla sicurezza sul lavoro, inclusi i rischi accresciuti dai subappalti e dalle gare al massimo ribasso, strategie che spesso pregiudicano gli standard di sicurezza per ridurre i costi. Queste pratiche non solo aumentano il pericolo per i lavoratori ma trasformano le aziende in zone ad alto rischio, dove gli incidenti possono trasformarsi in fatalità.

PierPaolo Bombardieri, segretario generale della UIL nazionale, ha illustrato con urgenza la necessità di riforme legislative, proponendo l’introduzione del reato di “omicidio sul lavoro”. Questa proposta mira a responsabilizzare maggiormente le imprese sul fronte della sicurezza, categorizzando le morti evitabili come atto criminoso quando causate da negligenza o manipolazione delle norme di sicurezza a favore di un profitto.

L’efficacia di tali interventi richiede un’azione coordinata e un impegno trasversale che coinvolga governo, aziende e sindacati. L’obiettivo finale è ambizioso ma essenziale: zero morti sul lavoro. È un traguardo che impone una riflessione profonda sui modelli di sviluppo economico e industriale, sottolineando l’inestricabile legame tra etica lavorativa e diritti umani.

Con ogni bare posizionata in Piazza Scala non si commemorava soltanto una vita spezzata, ma si rinnovava un impegno collettivo verso un futuro in cui il diritto alla sicurezza e alla vita nel contesto lavorativo sia inalienabile. La speranza è che la visibilità di queste proteste porti alla creazione di un ambiente di lavoro più sicuro in tutta Italia, dove la sicurezza non sia mai sacrificata per il guadagno.

L’iniziativa di Milano non è quindi solo un momento di memoria, ma un movimento che esige azioni concrete, rivelando quanto sia cruciale innovare e implementare politiche di prevenzione efficaci per proteggere i lavoratori italiani. La lotta contro le morti sul lavoro è una battaglia per la dignità umana, che necessita di una risoluzione che vada oltre il lutto e si traduca in un cambiamento tangibile e sostenibile.